giovedì 4 ottobre 2018

Dichiarazione di voto al Consiglio Comunale del 28/09/2018

4 - Approvazione bilancio consolidato 2017
Era il 31 maggio quando è passato in questo Consiglio l’approvazione del rendiconto di gestione per la parte finanziaria. In quell’occasione avevamo sottolineato, insieme ad altre osservazioni, come ancora si stiano aspettando due importanti risultati: il servizio d’igiene urbana e la revisione del PRG, il primo scopriamo oggi che si stia sbloccando. Sono passati altri quattro mesi di stallo senza che nulla sia cambiato, così come la revisione del regolamento di contabilità.
Voteremo contrario in continuità sul giudizio al rendiconto di bilancio finanziario. Voto contrario.

5 - Adeguamento tavole del PTPR per errata perimetrazione come aree boscate di terreni ubicati in Frazione La Botte
Viste le relazioni tecniche questo è un mero atto di ratifica, visto che la regione dovrà comunque verificare, voteremo in modo favorevole a questo atto.
Invitiamo il Sindaco a farsi promotore di un sollecito alla Regione Lazio per arrivare all’approvazione definitiva del PTPR tenendo conto delle osservazioni arrivate dai nostri territori (oltre 100) , cosicché si eliminino definitivamente tutta questa serie di situazioni che vessano i cittadini i quali devono pagare ulteriori perizie e bloccano un intero settore economico.

6 - Approvazione regolamento per l’istituzione ed il funzionamento delle Consulte Comunali
Crediamo che sia doveroso un chiarimento sulla commissioni andate deserte,visto che il consigliere Grego ha parlato della mancanza di educazione e di comunicazioni. Durante la capigruppo, con la presidente della prima commissione, eravamo in accordo per svolgere, se necessario, almeno due commissioni. Si è persa un’intera settimana per poi convocare come prima volta la commissione alle ore 12:30 del venerdì, cioè l’ultimo giorno utile della settimana per gli uffici e in orario lavorativo di tutti noi.
Ora mi domando come si possa pensare di portare un regolamento in queste condizioni, se avessimo presentato delle modifiche, gli uffici avrebbero potuto metterle in pratica solo in questa settimana e poi eventuali nuovi passaggi in commissione sarebbero stati sempre più difficoltosi visti i tempi stretti e necessari per comunicazioni e convocazioni. Ma non basta, nonostante avessi comunicato come questi orari non erano consoni, comunicazione alla quale non ho ricevuto nessuna risposta dalla maggioranza, quindi chi è che ha avuto la mancanza di educazione sottolineata prima, viene riconvocata come seconda data per il lunedì alle 11:00. Mi domando se vi interessa realmente la partecipazione degli altri consiglieri o si adempie solamente al dovere di convocarle. Al contrario di quanto pensate, a noi consiglieri di minoranza interessa partecipare alle commissioni oltre che essere un nostro dovere, e cercare di effettuarlo in orari consoni per tutti non è un optional ma è anche richiamato dai dettami del testo unico sugli enti locali. Le commissioni non sono di certo una novità, è dal 2016 che le effettuiamo ed abbiamo utilizzato sempre il giovedì e il martedì pomeriggio o in altri casi concordato diversamente, la presidente ha i numeri di tutti consiglieri se vi erano problemi bastava telefonare a tutti, della serie: “niente di quello che si dice viene mantenuto”.

Ma passiamo al regolamento nel merito.
Cosa sono le consulte comunali o perlomeno cosa dovrebbero essere?
consulta Denominazione, soprattutto in passato, di alcuni organi collegiali della pubblica amministrazione, derivante dalla natura esclusivamente consultiva delle loro attribuzioni. TRECCANI
Sono organismi indipendenti, riconosciuti dal Comune, dove semplici cittadini e associazioni si consultano e confrontano per esprimere pareri, fare proposte e promuovere iniziative, nei confronti del Comune stesso, in ottemperanza della congiunzione tra sussidiarietà orizzontale e verticale richiamata anche nella costituzione, quindi è luogo di congiunzione tra l’amministrazione e i cittadini.
Cosa ci viene proposta in questo regolamento? Le micro consulte della giunta. Tutto il resto dove sta?
Io sinceramente ho provato a dare un senso al testo che ci avete proposto e oltre a molte imprecisioni, ripetizioni di definizioni o definizioni che stanno in articoli non attinenti e concetti poco chiari, la cosa che più mi lascia allibita è che le vostre ipotetiche consulte avranno massimo 9 componenti di cui due tra Assessore e Sindaco, quindi rimangono 7 non politici, e che questi sette sono scelti dal Sindaco in base ai curricula “per garantire un elevato qualitativo delle competenze ecc…” ma non si sa in base a quale criterio specifico, la simpatia o il Sindaco sa selezionare le persone? Che diventerà una scelta per titoli e colloquio come un concorso pubblico?
Ma continuando, gli argomenti delle consulte sono scelti dalla giunta quindi rispondono solo alle vostre  necessità, e quelle del resto del consiglio? Quelle dei cittadini di necessità non vi interessano? Allora perché si usano, anzi direi abusano dei termini interesse generale?
Successivamente ci si confonde le idee con i tavoli di lavoro, su 7 persone libere anche i tavoli interni Quale efficacia possono avere tavoli da 3/5 persone?
La partecipazione di diritto del Sindaco e dell’Assessore competente in materia rimangono comunque la stortura principale, le consulte sono dei cittadini e sono autonome, solitamente tutti i componenti del consiglio comunale posso partecipare con diritto di parola, in funzione del famoso raccordo tra amministrazione e cittadini, ma non di voto. Quello è, e deve essere l’espressione di una scelta autonoma visto poi che la funzione delle consulte è solamente, anzi come le avete definite voi “squisitamente” consultiva, propositiva o di parere non vincolante.

Facciamo un esempio pratico, una delle consulte più utilizzate in Italia è quella delle associazioni, spesso distinta per tipologia (volontariato, ambientaliste ecc..) Serve a far confrontare tra di loro tutte le realtà territoriali, al fine di:
  • elaborare un calendario congiunto delle iniziative che ognuno mette in campo così da non accavallare le date;
  • creare collaborazioni temporanee;
  • scambiarsi esperienze e suggerimenti organizzativi delle attività proprie;
  • consegnare all’amministrazione l’elenco delle iniziative che verranno e le relative necessità così che l’amministrazione possa programmare eventuali fondi di bilancio disponibili o possa partecipare a bandi regionali o altri, in collaborazione con le associazioni stesse.
Ecco se applichiamo questo scenario al vostro regolamento solo 7 verrebbero realmente rappresentate, visto l’albo delle associazioni comunali molte rimarrebbero escluse. Mi rivolgo proprio lei Assessore all’associazionismo, conosce la consulta delle associazioni e a capito che con questo vostro regolamento, se mai la riterrete un argomento interessante, non vedrà mai luce?

Visto quanto esposto vi chiediamo di ritirare il punto all’odg. e cominciare un percorso condiviso con le minoranze affinché ne esca un testo che regoli uno strumento autonomo, partecipativo e di grande opportunità come quello delle consulte cittadine.

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