giovedì 5 aprile 2018

In Italia sta tornando il “vuoto a rendere” ma non a Vetralla

In Italia sta tornando il “vuoto a rendere anche se, al momento, solo in via sperimentale.
La procedura prevede la consegna del contenitore vuoto al produttore a fronte di una piccola somma di denaro pagata come cauzione. Bottiglie di acqua minerale e birra “serviti al pubblico”, in plastica, vetro o altro materiale che potranno essere riutilizzati fino a 10 volte. La sperimentazione interesserà alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo che decidono volontariamente di aderire. L’obiettivo ovviamente è di intercettare materiale prima che venga gestito come rifiuto da riciclare o ancora peggio arrivi nelle discariche dell’indifferenziato.

Con una mozione presentata allo scorso Consiglio Comunale abbiamo chiesto alla Giunta Coppari di impegnarsi affinché anche nel nostro comune potesse tornare tale pratica prevedendo degli incentivi.

Tanto per cambiare anche questa nostra proposta è stata respinta. Le motivazioni come sempre appaiono per lo più come delle scuse:

  1. La TARI è stata approvata, per cui non è possibile prevedere sconti. Peccato che la mozione l’avevamo presentata a dicembre, molto prima dell’approvazione della TARI. A causa dell’abbandono dell’aula della maggioranza, durante il Consiglio Comunale di dicembre, per pura ripicca non è stata discussa. In ogni caso si poteva approvare la mozione e prevedere gli incentivi il prossimo anno.
  2. L’amministrazione è già impegnata con il nuovo bando della raccolta differenziata e ci potrebbero essere delle incompatibilità. Falso. Il vuoto a rendere entra in funzione prima che l’oggetto diventi “rifiuto” e quindi non intacca minimamente il lavoro in atto della ditta che ha vinto l’appalto dei rifiuti.
  3. L’Ass. Costantini dall’alto della sua esperienza (la moglie gestisce un ristorante) ha affermato che il vuoto a rendere già esiste e non serve incentivarlo. Peccato che ciò è vero solo per il vetro e solo per pochissime attività, ed è praticato solo da alcuni distributori. E se così fosse non sarebbe stato necessario approvare una legge apposita e far partire le sperimentazioni.

Insomma per l’ennesima volta non si comprende se le nostre proposte vengono respinte per incompetenza o per motivi politici. L’importante è trovare una qualsiasi motivazione, anche non convincente.

MoVimento 5 Stelle Vetralla

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