giovedì 8 dicembre 2016

Come bruciare 70 mila €uro grazie a un progetto “Pasticciato”

La Regione Lazio ha emanato un bando finalizzato a favorire la costituzione e l’avvio di Reti di Imprese tra Attività Economiche su Strada. Tali Reti hanno come principali obiettivi quelli di valorizzare e riqualificare il territorio, creando sinergie tra le varie attività commerciali, e ideando specifici progetti di marketing ed eventi.

Su stimolo dell’amministrazione Coppari e, in particolar modo, dell’Ass. Postiglioni alcuni commercianti del centro storico di Vetralla hanno deciso di partecipare a tale bando presentando il programma “Vetralla al Centro” con la compartecipazione di Confesercenti e del Comune di Vetralla.

All'interno di questo programma, nella parte di opere di riqualificazione, troviamo un vecchio progetto rispolverato conosciuto come “Giardino d’Inverno".

L’idea essenziale di tale progetto sarebbe di riqualificare l’area che si trova lungo le mura sotto l’ex asilo di Piazza Cavour.

Durante lo scorso Consiglio Comunale, ci siamo fermamente opposti all'approvazione della variazione di bilancio per lo stanziamento dei fondi per il progetto di massima perché siamo convinti che sia incompleto e inefficace.

Il Comune spenderà 70.000€ che si vanno ad aggiungere ai 40 mila € stanziati dalla Regione alle Reti d’Impresa.

La cifra è quantificata su un progetto di massima che non comprende nei dettagli la spesa da sostenere e, a nostro parere, la somma ipotizzata non sarà minimamente sufficiente con il forte rischio che tale opera rimarrà incompiuta.

Non vengono, infatti, contemplati minimamente eventuali interventi sui muri degli edifici esistenti, che versano in pessime condizioni, considerando poi che uno di questi è proprio quello dell’ex asilo, chiuso per problemi strutturali.
È quantomeno singolare ipotizzare di allestire un’area eventi nei pressi di un edificio con problemi del genere.

Non è specificato come sarà chiuso o interdetto l’accesso alla scala pedonale che porta a livello del giardino dell’ex asilo o la sistemazione dell’arcata di tufo adiacente semi ceduta.

Per quanto concerne l’accessibilità, si contempla l’adeguamento a 1,20 m della porta d'ingresso. Tale apertura è inadeguata e pericolosa in caso di emergenza essendo presente una sola via d’uscita che sfocia su una scalinata.

Per le persone con ridotte capacità motorie è previsto un ascensore, ma in caso d'emergenza tale strumento non potrà essere utilizzato rendendo estremamente complessa l’evacuazione.

Non è minimamente contemplata l’eventuale insorgenza di costi aggiuntivi che scaturiscano dal dover eseguire dei lavori in un’area non accessibile dai normali mezzi meccanici usati in edilizia.

Nel merito delle scelte del contenuto di questo progetto si legge nella relazione tecnica:
al fine di garantire l’utilizzo del parco da parte di tutta la collettività si è previsto di realizzare un palco fisso con relative sedute, che potrà essere utilizzato anche in occasione di eventi culturali e rappresentazioni”.
Questo è il paradosso finale, un mini palco che non ha spazi posteriori e quindi non adatto, ad esempio per un’attività teatrale, senza rampa, che anziché affacciarsi verso il bel panorama della vallata sottostante è rivolto verso le mura e che in fin dei conti è solo una colata di cemento di fronte a sedie statiche, non versatili a un aumento di spettatori e alla coesistenza con persone diversamente abili. Approssimativamente saranno disponibili al massimo solo 28 posti a sedere.

Questo progetto dovrebbe avere come obiettivo quello di valorizzare la zona del centro storico soprattutto dal punto di vista turistico commerciale, giacché è a supporto del progetto delle Reti d’Impresa. Francamente non riusciamo a comprendere come un’area così mal progettata possa essere a supporto di quest'obiettivo.
Aggiungiamo che il bando delle Reti d’Impresa prevedeva: “Interventi per la qualificazione degli spazi pubblici destinati alle attività economiche su strada (es.: sistemazione dei dehors, realizzazione di aree attrezzate per lo svolgimento di eventi, ecc.)”.
Questo progetto non sembra essere utile ad attività di questo genere e rischia soprattutto di rimanere un’opera incompiuta o, nelle migliori delle ipotesi, scarsamente utilizzabile.

Siamo consapevoli che quell'area vada recuperata ma non in questo modo sommario e non collegandola al progetto di sostegno della Rete d’Impresa.

La somma che sarà spesa, per noi, andava investita sulla via principale del centro storico, quella che oggi durante le attività di sagre e feste, rimane la parte animata che porta respiro a quelle attività commerciali che ancora sopravvivono.

Nel perseguire il progetto “Giardino d’Inverno” al limite sarebbe stato opportuno investire tale cifra nella completa accessibilità dell’area (riqualificazione della scalinata e ascensore) creando poi uno spazio base semplice e versatile, riutilizzabile in base alle esigenze.

È importante partecipare a questi bandi che prevedono partenariato tra pubblico e privato, sostenendone lo sviluppo come giustamente fatto con le delibere di detassazione, ma le opere non vanno pasticciate.

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