mercoledì 14 settembre 2016

Parte con il piede sbagliato il Piedibus a Vetralla

In occasione dell'apertura delle scuole e della settimana europea della mobilità intelligente e sostenibile, l'Amministrazione Comunale in accordo con l'Istituto Comprensivo Piazza Marconi di Vetralla ha aderito al progetto sperimentale “PIEDIBUS”.

L'iniziativa prevista dal 19 al 23 settembre 2016, dovrebbe coinvolgere i ragazzi della scuola primaria di Cura e Vetralla e consiste in un servizio di accompagnamento a piedi dei bambini da un capolinea, alla scuola, su un percorso individuato in andata e ritorno, con apposite fermate, avvalendosi a tale scopo del personale della ludoteca.

Di per se è un’ottima iniziativa che permette ai bambini di fare movimento, imparare a circolare, esplorare il proprio quartiere, diminuire traffico e inquinamento, divertirsi insieme e rendendoli più allegri e sicuri di sé. Un “metodologia di trasporto pubblico”, se così vogliamo definirla, che è perseguita in svariati Comuni da molti anni in tutta la nostra penisola. Un’idea che ci piace così tanto, che anche noi del M5S l’abbiamo messa nel nostro programma.

L’amministrazione Coppari però ha deciso di intraprendere questa iniziativa con il freno a mano tirato. Solo pochi giorni di sperimentazione, senza stilare un regolamento condiviso con i diretti interessati e con un’organizzazione che molto probabilmente farà rabbrividire molti genitori: lasciare i propri figli senza che nessuno ne sia responsabile.

Nel modulo di adesione al progetto consegnato ai genitori il primo giorno di scuola, viene fatto sottoscrivere e quindi accettare uno scarico assoluto di responsabilità da parte degli operatori volontari che partecipano al progetto, così, infatti, vi è testualmente riportato: “sollevando gli operatori volontari del comune di Vetralla e IC Piazza Marconi di Vetralla da qualsiasi responsabilità”.

Ciò significherebbe che se succedesse qualcosa a un bambino gli operatori non sarebbero in alcun modo responsabili.

La nostra amministrazione ha preferito, con estrema leggerezza, avviare questo progetto non pensando alle conseguenze che potrebbero derivarne.

Eppure basta fare un giro sul web, magari partendo dal sito Piedibus.it e andando a curiosare tra i Comuni dove tale servizio è attivo da qualche tempo. Tutti hanno un regolamento chiaro, dove le responsabilità sono ben delineate e dove esiste una copertura assicurativa, solitamente la stessa che copre i ragazzi durante l’orario scolastico.

L’impressione è che l’idea del piedibus è stata organizzata al volo semplicemente per dimostrare di aderire al Mobility Week europeo.

Il nostro auspicio è che, finita la sperimentazione, si possa parlare seriamente di tale iniziativa con un progetto duraturo, solo a quel punto potremo pensare di accendere il semaforo verde.

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