lunedì 9 maggio 2016

Approfondimento programma: piano urbanistico

Il presente documento di politica territoriale del M5S affronta e tenta di risolvere, in modo non usuale e sicuramente non esaustivo, un tema concreto, quello relativo alla risistemazione urbanistica del territorio della città di Vetralla. Lo facciamo senza avere intenzione, in questa sede, di riscrivere il P.R.G. (Piano Regolatore Generale) o il R.E. (Regolamento Edilizio), ma stabilendo dei principi informatori che, una volta discussi con la popolazione ed approvati dal Consiglio Comunale, informeranno l’azione politica del Movimento 5 Stelle di Vetralla nella futura partecipazione alle attività comunali dopo le elezioni della primavera 2016.

Secondo il rapporto ISTAT 2008 ed EUROSTAT 2009, il 7% del territorio italiano è cementificato (con esclusione di strade, cave e discariche). È la stessa percentuale di Regno Unito e Germania, ma si colloca tre punti sopra la media europea. In Lombardia ad esempio, nel 2010 il 14% del territorio (stavolta incluse le reti stradali e infrastrutturali) è urbanizzato, oltre il 20% in provincia di Brescia.

Il Movimento 5 Stelle di Vetralla è partito da qualche considerazione di principio, successivamente integrata da analisi attente alle esigenze delle popolazioni ed abbiamo concluso producendo questo documento programmatico con le prospettive tendenti a migliorare l’ambiente cittadino nel modo il più ecologicamente sostenibile e razionalmente concepito, per lo svolgimento di ogni tipo di attività.

Su tutto svetta la nostra convinzione che il suolo, ogni tipo di suolo, quello urbanizzato, quello agricolo, o il terreno destinato alle infrastrutture sia una risorsa molto limitata che deve essere trattata con estrema oculatezza e parsimonia derivanti dalla certezza che una volta terminato il suo utilizzo, quindi nuovamente (la risorsa) resa “disponibile”, si dovranno utilizzare ingenti impegni umani ed economici per il suo razionale riutilizzo, quando possibile.

Le trasformazioni del territorio sono relative:
  • ai consumi energetici;
  • ai cambiamenti climatici;
  • alla scarsità delle risorse;
  • alla compromissione degli ecosistemi;
  • al depauperamento del paesaggio;
e quelli appena elencati sono solo alcuni degli elementi che il Movimento Vetralla 5 Stelle intende proporre all’attenzione ed alla valutazione del cittadino-elettore comunale, per sollecitare discussioni e valutare opportune e conseguenti deliberazioni.

Altro concetto basilare dell’azione amministrativa futura del Movimento 5 stelle di Vetralla è il salvataggio del suolo agricolo dalla cementificazione, poiché si ritiene che il suolo fortemente trasformato in superficie di “calpestio” produca danni difficilmente quantificabili in termini economici.

La specificità italiana è costituita anche da piccole città, come Vetralla, che costituiscono luoghi di grande interesse storico, culturale, produttivo, nonché turistico e queste aree, apparentemente marginali, possono essere facilmente rilevate anche a ridosso delle cosiddette aree forti, ad esempio la Toscana, l’Emilia, la Lombardia nelle quali vivono molte persone, si muovono merci, si agitano fermenti culturali.

Un’altra considerazione è la seguente: la città di Vetralla nel suo complesso, come tutte le città del mondo, non è una “categoria dello spirito” e neppure un organismo unitario, se vogliamo essere aderenti alla realtà dovremmo invece paragonarla ad un complesso “puzzle” fondato:
  • su flussi ininterrotti di persone, di idee e di merci;
  • sui rapporti che intercorrono tra questi flussi e i diversi luoghi in cui essi si svolgono. 
Inoltre occorre non dimenticare che Vetralla non è posta in una landa desertica ed isolata, ma è organicamente inserita in una rete socioculturale che la vede tra le protagoniste in un territorio che ha urgente necessità di riqualificazione e di caratterizzazione per trasformarsi armonicamente al fine di agevolare le attività umane delle popolazioni residenti.

A sostegno di quelli che abbiamo definito “nostri principi” abbiamo allegato tre riproduzioni cartografiche relative:

(fig 8.1) alle superfici edificate italiane (dato del 2011) in cui sono evidenziate in colore blu le zone con indice di incidenza percentuale superiore alla media nazionale del 6,72%. C’è da precisare che già nel 2012 la quota di territorio italiano con copertura artificiale è stimata pari al 7,3% del totale, contro il 4,3% della media Ue23. L’Italia si colloca così al quarto posto di questa classifica dopo i Paesi Bassi (13,2%), il Belgio (9,8%), il Lussemburgo (7,4%), e immediatamente sopra Germania e Regno Unito (6,8% e 6,7%, rispettivamente). L’incidenza della copertura artificiale è strettamente collegata alla densità demografica, che nel nostro Paese è pari a 204 abitanti per Km2, contro un valore medio UE23 di circa 120. Per valutare appieno questo aspetto, è possibile stimare la quota attesa di copertura artificiale sulla base della densità demografica nei 23 Paesi Ue oggetto dell’indagine : nel caso dell’Italia, si avrebbe un valore teorico pari al 6,4%, di un punto inferiore a quello rilevato. (Audizione del Presidente dell’Istituto nazionale di statistica Enrico Giovannini del 18 gennaio 2012 della Commissione XIII “Territorio, Ambiente e Beni ambientali” del Senato della Repubblica).

L’immagine seguente (fig. 9) riguarda l’incremento percentuale di consumo di suolo rispetto all’8,77% media nazionale. In blu sono indicate le zone che superano percentualmente la media nazionale ed è macroscopico rilevare che la zona della regione Lazio, soprattutto nella sua parte superiore (nord) ha una prevalenza di zone colorate in blu.

Il terzo elaborato (fig. 2) evidenzia visivamente la copertura del suolo in provincia di Viterbo.


Negli incontri con i cittadini interessati, per l’illustrazione delle proposte modificative si utilizzerà il punto di vista delle trasformazioni territoriali combinando:
  • dati storici;
  • dati fenomenologici;
  • cause (sociali, economiche, tecniche);
  • le possibili prospettive;
  • sollecitando le risposte a tutta una serie di quesiti.
Perché le tematiche ambientali, che assumono ogni giorno maggiore rilevanza e spazio sui media, non sempre incrociano efficacemente le pratiche di pianificazione e governo del territorio messe in atto dalle amministrazioni locali?

Nella pianificazione territoriale si evita quasi sempre la valutazione del “ciclo” che porta dalle trasformazioni di destinazione d’uso dei suoli, alla necessità di infrastrutturazione (e relativa manutenzione), al consumo energetico, alla produzione dei rifiuti etc, noi faremo un quadro il più possibile completo della situazione esistente.

Il piano urbanistico, come genericamente inteso fino ad oggi, non solo non ha protetto le popolazioni residenti dai rischi ambientali, ma in alcuni casi ha determinato nuove condizioni di rischio che si palesano solo in occasione degli eventi rari (alluvioni, terremoti, etc.)

Il piano urbanistico in vigore non ha saputo (o voluto?) contrastare gli sviluppi disordinati che contraddicono il termine stesso “regolatore” usato per il piano. Fino a non molto tempo fa, infatti questo strumento urbanistico non ha impedito la costruzione in aree sensibili dal punto di vista ambientale, (extraurbano) ignorando spesso l’importanza del territorio extraurbano e quello destinato alle produzioni agricole.


Dal diagramma precedente si rileva (in ambito nazionale) l’incremento dell’urbanizzazione, che era pari a 100 nel 1951 e nel 2008 aveva triplicato il suo range, mentre la popolazione, sempre facendo 100 il dato del 1951, nel 2008 era giunto a 140, questo ci lascia comprendere che l’occupazione del suolo è nettamente maggiore delle esigenze derivanti dall’aumento della popolazione per cui ne discende l’ovvia conclusione che le politiche urbanistiche, nel nostro paese, hanno favorito la speculazione edilizia e finanziaria.

I PAESI AD ELEVATO REDDITO HANNO UNA IMPRONTA ECOLOGICA MEDIA 5 VOLTE QUELLA DEI PAESI A BASSO REDDITO (Fonte: Living Planet Report, 2012)

La popolazione urbana mondiale è triplicata negli ultimi cinquanta anni al punto che – dall’agosto 2008 - più del 50% della popolazione del pianeta vive in aree urbane (seppur la definizione di area urbana non sia univoca).



Il numero di abitanti urbani è passato da 1,52 miliardi nel 1974

ai 3 miliardi del 2000 e si stima che, dei 9 miliardi previsti per il 2050.

In Europa circa il doppio del numero di edifici esistenti al 1950 è stato costruito nella seconda metà del secolo scorso.

In Italia il numero di alloggi è cresciuto dai circa 11 milioni del 1951, agli oltre 27 milioni del 2001

Il prossimo grafico si riporta anche l’andamento demografico della popolazione residente nel comune di Vetralla dal 2001 al 2014. (dati ISTAT al 31 dicembre di ogni anno.) Si sottolinea che nell’anno 2013 si è raggiunto, a Vetralla, il picco numerico di 14.000 abitanti e questo dato è stato mantenuto per l’intero anno, ma già il precedente biennio 2010-2012 aveva visto il dato stabilmente attestato sulla cifra di 13.500 residenti.

Questo andamento percentuale dell’incremento demografico nella popolazione residente vetrallese lascia presumere che, a meno di eventi eclatanti e non prevedibili, la curva che contraddistingue la popolazione residente nel Comune di Vetralla si appiattirà notevolmente nel corso dei prossimi anni, costringendo le amministrazioni che si avvicenderanno nella gestione comunale a programmare tutta una serie di azioni amministrative volte a sostenere l’occupazione soprattutto di tipo giovanile prevedibilmente in flessione rapida in un settore importante come quello edilizio.

Tali azioni di sostegno saranno attuate dal M5S di Vetralla attraverso politiche incentivanti e disincentivanti articolate sulle seguenti linee:

  1. Privilegiare con opportune detrazioni e/o riduzioni impositive le seguenti tipologie di opere previste dal Regolamento Edilizio in vigore Tit. II artt:
    manutenzione ordinaria;
    manutenzione straordinaria;
    interventi di risanamento conservativo;
    interventi di ristrutturazione edilizia.
  2. Predisporre ed attuare un programma di recupero e valorizzazione del centro storico che sin’ora è stato posto in secondo piano dalla Amministrazione uscente e che per Vetralla a 5 Stelle deve assurgere prioritariamente nell'ambito delle politiche edilizie comunali.
  3. Regolamentare gradualmente ed in modo oculato, attraverso un incremento, la percentuale del contributo di cui all'art. 39 del R.E. (op. urb. e costo costruz.) 
POLITICHE sociali connesse all'attività urbanistica.

Il più grande progetto urbanistico nel miglior “archistar” mondiale fallisce miseramente i suoi obiettivi se non è affiancato da una serie di misure di tipo “sociale” e soprattutto “culturale” atte a rivitalizzare l’asfittica vita di comunità del centro storico di Vetralla e delle sue numerose propaggini urbanizzate.

Per questo motivo riteniamo importante favorire, con ogni mezzo possibile, la partecipazione attiva dei cittadini e delle loro rappresentanze territoriali affinchè si possano ricercare nuove forme aggregative, sperimentandone gli effetti sul territorio, con il coinvolgimento di diversi attori, in particolare i giovani, sino ad arrivare ai proprietari terrieri e agli operatori economici.

L'efficacia di tali progetti è legata alla possibilità di controllare la rendita urbana, di mobilitare il territorio per sostenere i processi di riassetto e per stimolare interventi appropriati.

Alcune, tra le soluzioni proposte, sono:
  • la limitazione, con target numerici, dei consumi di suolo annui;
  • la fissazione di una linea attorno agli agglomerati urbani oltre la quale non è possibile edificare;
  • l’agevolazione e l’incentivazione del recupero di aree inutilizzate;
  • lo studio di norme per il mantenimento delle aree agricole. 
Non pare tuttavia possibile affrontare una tale sfida senza un ampio dibattito nella società, senza una riaffermazione dell’etica dell’agire pubblico, senza una rinegoziazione delle regole, senza il faro della ricerca del bene comune e senza il riappropriarsi dei cittadini dei loro spazi di vita.

Alcune questioni sono state valutate dal M5S da un punto di vista socio-economico:
  • la mancanza di finanziamenti pubblici ed il suo reperimento;
  • la perdita di autorità degli enti locali;
  • le nuove migrazioni (interne ed esterne);
  • le nuove esigenze della popolazione urbanizzata;
  • la richiesta di maggiore partecipazione ai processi pubblici. 
L’esame è proseguito anche dal punto di vista fisico:
  • la preoccupazione ambientale;
  • la necessità di un controllo del fenomeno altamente dispendioso della polverizzazione urbana;
  • l'urgenza di politiche di rigenerazione urbana;
  • la necessità di nuove visioni di sviluppo urbano (più qualità, meno quantità);
  • la necessità di risparmio energetico;
  • la necessità di protezione dai rischi naturali.
Infine da un punto di vista tecnico sarà importante valutare: 
  • la considerazione che l’ente pubblico Comune sia strumento “a servizio dei cittadini” che debbono trovare disponibilità e accoglimento anche in ambito urbanistico per andare incontro alla risoluzione delle problematiche proposte;
  • l’urgenza di procedere ad una sburocratizzazione delle procedure relative al rilascio di tutte le documentazioni afferenti l’edilizia con particolare favore allo sviluppo della riqualificazione urbana dei centri storici;
  • la verifica del regolamento esistente dell’Ornato cittadino revisionandolo e facendo rispettare norme (poche) chiare e di facile attuazione;
  • la necessità di innovare i sistemi di pianificazione e i regimi dei suoli per andare verso una pianificazione delle prestazioni;
  • la necessità di analizzare gli strumenti per la valutazione economica dei terreni contenuti anche all'interno dei piani territoriali tradizionali già definiti e “giuridicamente vincolanti”;
  • la necessità di integrare le azioni pubbliche con i processi di mercato;
  • la necessità di una migliore definizione del ruolo delle autorità pubbliche nell’acquisizione di terreni e la loro fornitura per i diversi usi urbani. 
Il TERRITORIO VETRALLESE COME RISORSA CULTURALE

Volutamente abbiamo lasciato per ultima la valutazione delle esigenze culturali del territorio che hanno necessità di politiche specifiche e di programmazione dedicata e congrue risorse rispetto ai progetti.
Un territorio perciò qualificato culturalmente dal punto di vista urbanistico è quello che noi pensiamo per il futuro dei giovani e dello sviluppo delle loro attività produttive in ogni campo.

Il controllo della crescita di Vetralla, con tutte le sue differenti frazioni, ognuna con la sua specificità e la contemporanea esigenza di rigenerazione delle aree limitrofe semiabbandonate richiedono una rinnovata capacità nello sviluppo dei progetti urbani, coinvolgendo i diversi attori, in particolare i proprietari terrieri, gli agricoltori e tutti gli operatori economici. L'efficacia di tali progetti dipende dalla possibilità di controllare la rendita urbana, di mobilitare il territorio, per sostenerne i processi di riassetto e dalla ricerca delle competenze sufficienti per stimolare gli interventi appropriati.

Chiudiamo questo breve escursus in campo edilizio-territoriale con l’impegno della nuova Amministrazione di coinvolgere le strutture Europee per il reperimento dei fondi necessari alle progettazioni e realizzazioni del nuovo assetto urbanistico che si intende dare alla Città di Vetralla

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