martedì 24 febbraio 2015

Il cimitero di Vetralla

Nel 2010 un cittadino scrisse al Sindaco segnalando la situazione di degrado in cui versa il cimitero di Vetralla. Ancora attende una risposta.
Nel 2014 si è recato nuovamente sul luogo per commemorare i suoi cari, trovando una situazione ancor peggiore decidendo così di effettuare delle riprese.
Ci ha contattato chiedendo di dare voce alla sua segnalazione nella speranza di ricevere una risposta ma, soprattutto, auspicando che venga dato il giusto rispetto ai defunti.



Di seguito il testo della lettera:

FAX DIRETTO ALL’UTENZA  0761/461686 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI VETRALLA(VT)
OGGETTO: Cimitero di Vetralla.Richiesta di intervento sulla struttura riquadro 4 lato est.
Egregio Signor Sindaco,chi  la disturba è, Franco Delle Monache, nato a Vetralla il 01.10.1947, residente a Spoleto, via Eugenio Curiel nr.54, il quale con la presente scrittura,trasmessa a mezzo fax ,vuole sottoporre alla Sua cortese attenzione quanto segue:
- nel cimitero di Vetralla, riquadro 4, lato est, fila 4, loculi nr.22 e 23, riposano le spoglie mortali dei miei genitori, Federico Delle Monache e Silvi Caterina. Il tetto dell’intero manufatto risulta completamente sfondato  tanto da causare notevoli infiltrazioni di acqua piovana con conseguente danneggiamento alle bare dove sono custodite le salme.
La settimana scorsa, ho effettuato una visita al cimitero, nel corso della quale ho potuto constatare di persona, che erano state eseguite delle esumazioni di persone, proprio in quel riquadro, e piu’ precisamente, in alcuni loculi sottostanti a quelle dei miei genitori. I suddetti loculi risultavano completamente imbevuti di acqua, tanto sta a significare che vi sono notevoli ed abbondanti infiltrazioni di acqua.
Qualche anno fa, mi sono sentito in dovere di segnalare l’inconveniente sopra descritto, all’ufficio tecnico di Codesto Comune, e nella circostanza mi era stata data assicurazione che nel giro di poco tempo la riparazione  del tetto sarebbe stata effettuata, ma cosi non e’ stato, il manufatto ancora oggi è nelle stesse condizioni, anzi, è peggiorato.
Al di la di tutto, credo che tutti i defunti che riposano in quel riquadro debbano avere il massimo rispetto dalle Istituzioni, per un degno e meritato riposo.
Egregio Signor Sindaco, mi affido al suo buon senso ed alla sua sensibilità, quale primo cittadino del Comune dove sono nato e Le chiedo cortesemente di voler intervenire affinché venga effettuata la riparazione del tetto.

E.Mail: francodellemonache@tiscali.it
Spoleto, lì 06 Marzo 2010
Ringraziandola anticipatamente per il suo intervento
Le invio distinti saluti e buon lavoro
Franco Delle Monache

giovedì 19 febbraio 2015

La porcata del PARCA

Il 18 Dicembre 2014 è stato approvato a maggioranza il piano P.A.R.C.A. per il rilancio della Talete. Il documento mette nero su bianco la strategia di come salvare un S.p.a. che ha accumulato debiti milionari: pescando dalle nostre tasche.
In questo piano innanzitutto si evidenzia che il nostro A.T.O. 1 o più semplicemente il territorio che dovrebbe gestire,  presenta molte problematiche tra cui:

  • scarsa incidenza demografica;
  • pessimo stato delle reti e della depurazione;
  • qualità dell'acqua, caratterizzata sul piano geomorfologico da elevate quantità di arsenico e fluoruri, che impongono costosissimi trattamenti di depurazione per tutelare la salute pubblica;

Nel documento si pone particolare attenzione verso le morosità degli utenti e sembra quasi che tutti i debiti siano da ciò causati, senza menzionare altre cause. A nostro avviso in questi anni hanno influito assunzioni clientelari, affitti di diverse sedi, compensi per il consiglio d'amministrazione, parchi macchine da favola che circolano anche quando non servono, appalti esterni per mancanza di competenze e molto altro. Tutte queste spese effettuate attraverso finanziamenti bancari i cui interessi  si sono accumulati uno sopra l'altro.
A tutto questo va aggiunto che i controllori, sia l'assemblea dei soci che il tavolo A.T.O., sono stati in vacanza perenne,  le assemblee spesso vuote e i sindaci che si presentavano si limitano a votare senza dover rendere conto a nessuno, ne ai loro cittadini e neanche al loro Consiglio Comunale.
Stessa tecnica per l'approvazione del PARCA: alzata di mano e via.

Ma andiamo nel dettaglio di cosa contiene il piano.
Per rientrare del debito, e avere liquidità in cassa, è stato approvato un aumento del 9% sulla tariffa dell'acqua per gli anni 2014-2017.
Si, avete letto bene, l'aumento sarà RETROATTIVO! Stiamo parlando di un conguaglio per il 2014 per erogazione di acqua non potabile!
Per non parlare che la non potabilità permane in alcune zone come Vetralla. Invece di ottenere un dimezzamento della tariffa per non potabilità, come previsto, ci becchiamo un aumento ed una beffa per impianti costosissimi che non stanno facendo il loro lavoro. Totò direbbe "e io pago!".

La seconda bella sorpresa è la ricapitalizzazione delle quote che i comuni detengono di Talete che, ricordiamolo si tratta di un soggetto privato che risponde alle regole del mercato. Il fatto che le sue quote azionarie siano detenute da enti pubblici, cioè Comuni e Province, non comporta nessuna sicurezza o tutela, anzi oggi si palesa tutto il contrario.
Di fronte a questo scenario ci chiediamo come il nostro Comune intenda ricapitalizzare. Come si può sottostare a tele decisione senza aver un minimo di bilancio previsionale delle casse comunali?

Le ipotesi presentate nel PARCA sono di convertire i crediti che vanta il Comune nei confronti di Talete (bollette incassate e non rigirate alle casse comunali) in quote capitale e quindi soldi iscritti a bilancio, o prestare garanzia cumulata tra gli enti per accedere al credito necessario per il fabbisogno di liquidità.

Infine, tornando al piano PARCA,  si affronta il nocciolo di come recuperare le bollette non pagate.
Si farà uso ditte esterne (per quale motivo non è chiaro), e tale procedura prevederà il distacco dei contatori dei morosi. Da dichiarazioni a mezzo stampa dell'amministratore di Talete Bonori, è previsto un coordinamento con i vari uffici dei Comuni per determinare se si tratta di famiglie in difficoltà o di furbetti per evitare accadimenti assurdi come quelli denunciati più volte non solo nel nostro Comune. Sarà vero?
A tal proposito vorremmo sottolineare che noi di Vetralla 5 Stelle a maggio del 2014 abbiamo lanciato una proposta al Consiglio Comunale vetrallese, di presentarsi all'assemblea dei soci chiedendo una modifica della carta dei servizi di Talete, proprio sulle procedure per morosità. Tale proposta e venne bocciata, senza appello.

Ora spunta sui social network, in previsione del prossimo Consiglio, una proposta dell'Ass. Biancucci, simile, nei contenuti,  alla nostra. Peccato gli sia sfuggito che il piano PARCA appena approvato rende del tutto inutile tale proposta. Il tempo ormai è scaduto.

Una soluzione esiste. Ci si è completamente dimenticati la Legge Regionale Lazio 5 che sta per compiere un anno ma ancora inattuata per negligenza dell'attuale Amministrazione Zingaretti. La stessa che inizialmente sventolava la legge come grande traguardo raggiunto, dimenticandosi di non averla nemmeno scritta, essendo frutto dell'impegno dei cittadini aderenti al Forum dell'Acqua Pubblica.
Applicando quella legge non servirebbe ne il PARCA ne modifiche alla carta dei servizi, ma si tornerebbe a una gestione pubblica, come sancito dal referendum del 2011.

Chiediamo, alla Giunta del Comune di Vetralla di esprimersi in modo chiaro e pubblico sulle intenzioni rispetto al PARCA, di farsi nostro tutore promuovendo azioni congiunte con i soci per trovare le responsabilità effettive sui debiti Talete e di attuare la nostra richiesta, protocollata oggi 19 Febbraio, di farsi promotore presso la Regione Lazio affinché si attui Legge 5 prima di assistere all'ennesimo buco nell'acqua.

Di seguito il testo della mozione presentata:
Premesso che
1.    l'acqua rappresenta fonte di vita, un bene comune dell'umanità, il bene comune universale, indisponibile, che appartiene a tutti;
2.    il diritto all'acqua è un diritto inalienabile e di conseguenza l'acqua deve essere considerata un bene comune in conformità ai principi costituzionali, comunitari ed in ossequio alla volontà popolare espressa con referendum nel giugno 2011.
Considerato che
1.      è necessario promuovere nel nostro territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica ed ogni iniziativa utile per affermare la pubblicità del Servizio Idrico;
2.      risulta opportuno sostenere ed aderire alle iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato”, recentemente costituitosi nell’ambito della “Campagna Acqua Bene Comune” che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da oltre tre anni;
3.      considerato che alcuni comuni laziali, compresi alcuni nel nostro ATO, sono stati  promotori della Legge Regionale 4 aprile 2014 n.5 depositata in Regione come proposta di legge di iniziativa popolare presentata con il meccanismo del referendum propositivo di cui all’art. 62 dello Statuto regionale del Lazio, prima e unica legge di iniziativa popolare approvata in Italia, legge che disciplina la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque  in sostituzione della previgente legge regionale n.6/1996;
4.      considerato come la citata legge 4 aprile 2014 n.5, pur se approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, nonostante i termini in essa fissati non ha allo stato visti emanati i conseguenti provvedimenti attuativi necessari ed indispensabili alla sua effettiva attuazione;
5.      valutato come le modifiche intervenute alla legislazione nazionale di riferimento, se da un lato non incidono sulla piena e totale applicabilità della norma regionale come del resto sancito dalla DGR n. 947 del 30/12/2014, dall’altro inducono a rischi di concentrazioni societarie anche attraverso affidamenti e trasferimenti degli impianti a gestori che avanzano pretese in forza della persistenza dell’ordinamento previgente;
6.      valutato non ulteriormente accettabile e sostenibile lo stato della gestione e del servizio all’interno dell’Ambito Territoriale Ottimale 1 Viterbo, ATO fragile fin dalla sua costituzione e caratterizzato da una pessima conduzione accompagnata da un regime tariffario ormai giunto al limite della sostenibilità sociale.

Ritenuto che
1.      permane la necessità di continuare nelle sedi opportune una battaglia politica, nella difesa del sacrosanto diritto del cittadino all’acqua pubblica.

Impegna
La Giunta Comunale ed il Sindaco a sollecitare la Regione Lazio
1)      Ad emanare nei tempi più rapidi possibili la legge che istituisce gli Ambiti di Bacino Idrografico e dispone la Convenzione di Cooperazione Tipo per il governo dei medesimi prendendo a base della discussione la proposta prodotta dal Coordinamento regionale Acqua Pubblica Lazio consegnata all’Assessore regionale all’ambiente in data 29/12/2014;
2)      nelle more della definizione del nuovo assetto del servizio idrico integrato sul territorio della regione, di porre in essere ogni possibile azione volta ad impedire il passaggio forzato degli impianti dei comuni che si oppongono alla cessione degli stessi, ai gestori del servizio in forza delle convenzioni stipulate sulla base della normativa previgente.     


Vetralla , lì 19/02/2015

martedì 17 febbraio 2015

IMU sui terreni agricoli di Vetralla

Migliaia di aziende agricole italiane non sono riuscite a rispettare la scadenza della prima rata dell’IMU fissata per lo scorso 10 febbraio, dopo che la seconda sezione del TAR del Lazio ha deciso di non confermare la sospensiva del decreto.

Tale imposta, che a nostro parere, rappresenta un vero e proprio salasso imposto dal Governo, va ad appesantire la già critica situazione economica degli agricoltori locali.

A Dicembre i parlamentari M5S, durante l’approvazione della legge di stabilità, avevano presentato degli emendamenti con le dovute coperture economiche per abolire l’IMU sui terreni agricoli. Proposte puntualmente bocciate dal Governo.
In questi giorni presenteranno ulteriori emendamenti con lo scopo di, almeno, posticipare il pagamento, guadagnando tempo per poter discutere l'eventuale abolizione.

In seguito a ricerche approfondite, abbiamo riscontrato che in diversi Comuni italiani è stata attuata una delibera ad hoc con la quale viene posticipato il termine di scadenza dell’Imu senza l’applicazione delle relative sanzioni, in attesa della decisione definitiva da parte del TAR.

Prendendo esempio da tali enti pubblici, e rafforzati dalle molteplici segnalazioni di agricoltori che non riusciranno a versare questo ennesimo balzello, il M5S di Vetralla ha presentato una mozione per sollecitare il consiglio a prendere in considerazione l’adozione della medesima strategia, andando così incontro alle esigenze degli agricoltori.

Di seguito un video dell'intervento di Massimiliano Bernini ad un'assemblea organizzata da Coldiretti che si è svolta ieri a Viterbo proprio su tale argomento. In maniera informale l'Ass. Biancucci ha chiesto quale fossero le proposte a livello locale del M5S su tale problematica. Questa mozione è una prima risposta. Speriamo che, almeno questa volta, possa essere presa in considerazione pur conoscendo il regolamento che non permetterebbe la discussione in consiglio di mozioni presentate da semplici cittadini.


Testo della mozione:
PREMESSO
CHE l’art. 1, comma 639, della Legge 27/12/2013, n. 147 (Legge di stabilità), istitutivo a decorrere dall’anno di imposta 2014 dell’Imposta Unica Comunale (IUC), la quale si compone: dell’Imposta Municipale Propria (IMU); del Tributo sui servizi indivisibili (TASI); della Tassa sui Rifiuti (TARI);
CHE il comma 692 del predetto articolo 1, il quale prevede che “il comune designa il funzionario responsabile a cui sono attribuiti tutti i poteri per l'esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale, compreso quello di sottoscrivere i provvedimenti afferenti a tali attività, nonché la rappresentanza in giudizio per le controversie relative al tributo stesso”;
Il Regolamento per la disciplina e l’applicazione dell’imposta unica comunale (IUC) approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 35 del 07/08/2014;
VISTI gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 e l'art. 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, che istituiscono e disciplinano l'imposta municipale propria;
VISTO l'art. 9, comma 8, del citato decreto legislativo n. 23 del 2011 il quale stabilisce che all'imposta municipale propria si applica, tra l'altro, l'esenzione di cui all'art. 7, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, recante disposizioni in materia di imposta comunale sugli immobili, in base al quale sono esenti i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
VISTO l'art. 4, comma 5-bis, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, come modificato dal comma 2 dell'art. 22 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, in base al quale, con decreto di natura non regolamentare, sono individuati i comuni nei quali, a decorrere dall'anno di imposta 2014, si applica l'esenzione di cui alla lettera h) del comma 1 dell'art. 7 del decreto legislativo n. 504 del 1992, sulla base dell'altitudine riportata nell'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), diversificando tra terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola e gli altri terreni;
VISTO il medesimo comma 5-bis dell'art. 4 del decreto-legge n. 16 del 2012 in base al quale dalle disposizioni di cui allo stesso comma 5-bis deve derivare un maggior gettito complessivo nazionale annuo non inferiore a 350 milioni di euro a decorrere dall'anno 2014;
VISTO lo stesso comma 5-bis dell'art. 4 del decreto-legge n. 16 del 2012 il quale prevede che il recupero del maggior gettito, come risultante per ciascun comune a seguito dell'adozione del decreto previsto dal primo periodo del medesimo comma 5-bis, è operato, per i comuni delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e Sardegna, con la procedura prevista dai commi 128 e 129 dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, per i comuni delle regioni Lazio e Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano, in sede di attuazione del comma 17 dell'art. 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
RICHIAMATO il Decreto interministeriale 28/11/2014 con il quale è stabilita l’esenzione dall’imposta municipale propria per i terreni agricoli dei comuni ubicati a un'altitudine di 601 metri e oltre individuati sulla base dell'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) tenendo conto dell'altezza riportata nella colonna «Altitudine del centro (metri)»;
RILEVATO altresì che, ai sensi del sopra richiamato decreto interministeriale, sono esenti dall'imposta municipale propria i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un'altitudine compresa fra 281 metri e 600 metri, individuati sulla base dell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) tenendo conto dell'altezza riportata nella colonna «Altitudine del centro (metri)»;
RILEVATO infine che, ai sensi del sopra richiamato decreto interministeriale, per i terreni ubicati nei comuni diversi da quelli sopra individuati (altitudine dai 281 metri), resta ferma l'applicazione della disciplina vigente dell'imposta municipale propria e, in particolare, delle disposizioni di cui all'art. 13, commi 5 e 8-bis, del decreto-legge n. 201 del 2011;
CONSIDERATO quindi che i terreni agricoli ubicati sul territorio del Comune di Vetralla godono solo di alcune esenzioni ai fini dell’imposta municipale propria ai sensi del Decreto interministeriale 28/11/2014 sopra citato in quanto nell’elenco comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), il Comune di Vetralla riporta, nella colonna «Altitudine del centro (metri)», un'altezza di 300 e quindi classificato come "parzialmente montano";

EVIDENZIATO CHE
L'individuazione dei terreni, effettuata ai sensi del medesimo decreto interministeriale, ai quali si applica l'esenzione di cui all'art. 7, comma 1, lettera h) del decreto legislativo n. 504 del 1992, sostituisce quella effettuata in base alla circolare n. 9 del 14 giugno 1993, pubblicata sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 1993, che riconosceva il territorio del Comune di Vetralla interamente esente dal pagamento dell’imposta;
DATO ATTO inoltre che, ai sensi di quanto disposto dal sopra richiamato decreto interministeriale, per l'anno 2014, i soggetti passivi sono tenuti al pagamento dell'imposta municipale propria riferibile ai terreni agricoli non più esenti in un'unica rata entro il 16 dicembre 2014 successivamente prorogata al 26 gennaio 2015 con D. L. 16/12/2014 n. 185 ed infine al 10 febbraio con DL n. 4 del 24/01/2015;
VISTO: lo Statuto dei Diritti del Contribuente (Legge n. 212/2000) ed in particolare:
Art. 10. (Tutela dell'affidamento e della buona fede. Errori del contribuente)
            1. I rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della             collaborazione e della buona fede.
            2. Non sono irrogate sanzioni ne' richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia       conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria, ancorche'      successivamente modificate dall'amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento
            risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori             dell'amministrazione stessa.
            3. Le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni             di incertezza sulla portata e sull'ambito di applicazione della norma tributaria o quando si      traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta; in ogni caso non             determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di un giudizio in ordine alla legittimità   della norma tributaria. Le violazioni di disposizioni di rilievo esclusivamente tributario non             possono essere causa di nullità del contratto.

CONSIDERATO che, a pochi giorni dalla scadenza del termine per il versamento dell’IMU sui terreni agricoli (10/02/2015) si è generata una situazione di particolare incertezza determinata dalla difficoltà in ordine al calcolo dell’imposta dovuta sia da parte dei contribuenti che da parte dei centri di assistenza fiscale, delle associazioni di categoria e di tutti i soggetti preposti alla compilazione dei modelli di versamento del tributo, dovuta alla circostanza che i terreni agricoli ricadenti nel Comune di Vetralla sono sempre stati esenti dall’imposta e che quindi si rende necessaria l’acquisizione di tutti i dati catastali e di tutti i dati soggettivi relativi alla sussistenza dei requisiti previsti ai fini dell’applicazione delle agevolazioni a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali di cui all’art. 1 del D. Lgs. 29/3/2004 n. 99 iscritti nella previdenza agricola;
CONSIDERATO altresì che il TAR del Lazio ha sospeso il decreto interministeriale 28/11/2014 e che pertanto il quadro normativo potrà essere oggetto di ulteriori modifiche anche alla luce di quanto dichiarato dal rappresentante del Governo in un question time al Senato in data 5/12/2014;
RILEVATO CHE con ordinanza del 22 gennaio il TAR Lazio ha espressamente stabilito che "..Considerato che le esigenze della parte ricorrente appaiono adeguatamente tutelabili con la sollecita definizione del giudizio nel merito. PQM Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda, fissa l'udienza pubblica del 17 giugno 2015 per la trattazione del merito della controversia";
RILEVATO pertanto che le richiamate condizioni rendono eccezionalmente difficoltoso l’assolvimento da parte dei contribuenti dell’obbligo di versamento del tributo entro la prevista scadenza del 10/02/2015;
VALUTATO pertanto opportuno, per le motivazioni sopra espresse, differire tale termine al fine di gestire al meglio tutta la fase del pagamento del tributo, agevolando i contribuenti nell’acquisizione dei dati, nell’effettuazione dei conteggi e nelle verifiche della normativa, dando così attuazione al principio di collaborazione al quale devono essere improntati i rapporti tra contribuenti ed amministrazione finanziaria (art. 10, comma 1, dello Statuto dei Diritti del Contribuente) rendendo eventualmente in tal modo possibile la predisposizione e l’invio delle schede immobili e dei calcoli dell’imposta dovuta da parte degli uffici comunali in conformità con la consolidata prassi attuata nell’ambito della gestione della fiscalità comunale;
RITENUTO, per le motivazioni più sopra esposte, di differire, in via eccezionale, la scadenza del termine per il versamento dell’IMU sui terreni agricoli dal 10 febbraio 2015 al 20 giugno 2015; VISTO il D.Lgs. 267/2000;



Tutto ciò premesso e evidenziato

SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE
DI STABILIRE che il termine del versamento dell’Imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2014 relativamente ai terreni agricoli non più esenti ricadenti nel territorio del Comune di Vetralla sia prorogato dal 10 febbraio al 20 giugno 2015;
DI STABILIRE che i contribuenti possono effettuare i versamenti dell’Imposta municipale propria (IMU) per l’anno 2014 relativamente ai terreni agricoli non più esenti ricadenti nel territorio del Comune di Vetralla senza applicazione di sanzioni e interessi ai sensi dell’art. 10 della Legge 212/2000;
DI DARE ATTO che eventuali scadenze successive al 20 giugno 2015 che dovessero essere stabilite dalla normativa nazionale si applicheranno automaticamente anche al Comune di Vetralla;
DI PUBBLICARE il presente atto anche sul sito internet istituzionale dell’Ente.

Aggiornamento 19/02/2015: L'Ass. Biancucci ci ha cortesemente risposto che: nel prossimo consiglio comunale porteremo la problematica dell'IMU Agricola così come stanno facendo in tutto il paese e nella commissione consiliare discuteremo come costruire una delibera di consiglio a sostegno dell'abolizione della legge argomentandone le motivazioni, prendendo spunto anche dalla presente mozione.

domenica 8 febbraio 2015

Acque contaminate da pesticidi

L’edizione 2014 del Rapporto nazionale pesticidi nelle acque dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha reso noti i livelli di contaminazione regionali relativi agli anni 2011-2012. I dati a disposizione sono allarmanti: sono state trovate ben 175 sostanze diverse, in aumento rispetto agli anni precedenti, molte delle quali contaminanti e altamente pericolose per l’uomo e l’ambiente. Nel Lazio il monitoraggio è talmente scarso da non consentire l’espressione di un giudizio adeguato sullo stato di qualità delle acque” Lo rende noto il deputato portavoce Massimiliano Bernini membro 5Stelle della Commissione Agricoltura alla Camera.

“Il Governo prenda immediatamente tutte le misure che da tempo chiediamo, necessarie a concretizzare quel percorso di reale "uso sostenibile dei pesticidi", e gradualmente ci liberi da queste sostanze altamente inquinanti e pericolose per l'uomo, gli animali e l'ambiente”- è quanto chiesto al Governo in una Mozione presentata dai nostri deputati delle Commissioni agricoltura e ambiente. “Il nostro obiettivo – specifica Bernini – è che si intensifichino e sostengano le attività di ricerca nel settore ed in particolare sugli effetti cumulativi dei pesticidi, aggiornando contestualmente le metodologie di autorizzazione e i programmi di monitoraggio e di attivarsi affinché tutte le sostanze immesse sul mercato siano gradualmente incluse nei programmi di monitoraggio.

Sarebbero circa 200 le sostanze immesse sul mercato in anni recenti e non incluse nei programmi di monitoraggio, 44 di queste sono classificate pericolose, in particolare 38 sono pericolose per l’uomo o per l’ambiente. Vale ricordare che il Governo è in grave ritardo nell'adozione dei decreti attuativi e delle linee guida previsti dal piano nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, già in vigore. Nonostante il passare degli anni e il progressivo calo delle vendite di prodotti fitosanitari, continua ad esserci una presenza diffusa dei pesticidi nelle acque, motivo di grande preoccupazione per la persistenza di certe sostanze nel lungo periodo.

Per quanto riguarda la situazione nella nostra Regione la situazione è deprecabile, infatti la rete di monitoraggio è molto limitata e non rappresentativa del possibile impatto dei pesticidi nelle acque. I dati del rapporto ISPRA si riferiscono a 17 pozzi e 6 punti di prelievo per le acque superficiali. Non sono monitorati i principali corpi idrici di superficie e la densità della rete sotterranea è inadeguata al controllo del potenziale impatto derivante dall'uso dei pesticidi. Anche il numero delle sostanze cercate (36) è inferiore alla media nazionale (57) e non tiene conto delle sostanze immesse sul mercato negli ultimi anni. In sintesi – conclude il deputato 5 Stelle - il risultato del monitoraggio non consente di esprimere un giudizio adeguato sullo stato di qualità delle acque della Regione, e questo è inaccettabile. Chiediamo agli organi competenti della Regione Lazio di porre rimedio a questa grave mancanza”

Massimiliano Bernini (M5S) 
Commissione XIII Agricoltu

giovedì 5 febbraio 2015

Approvato NoSlot al Consiglio di Vetralla

Questa è la storia di come cittadini e amministratori locali possono collaborare insieme.

Oltre un anno fa, noi di Vetralla 5 Stelle, abbiamo proposto al Consiglio Comunale di Vetralla di applicare dei provvedimenti per contrastare i problemi connessi al GAP (Gioco d'Azzardo Patologico). Recentemente il gruppo di minoranza Passione Civile aveva deciso di portare in discussione tale proposta alla quale si è aggiunta ad un'ulteriore mozione presentata da SEL.

Le due mozioni, molto simili tra loro, con la collaborazione della maggioranza stessa, sono state integrate, fuse ed approvate da tutto il consiglio.

Sostanzialmente è stato deciso di incentivare le attività, come i bar, a rimuovere le slot machine, attraverso degli sgravi fiscali. Tale strada è stata percorsa con successo già da altri Comuni come, ad esempio, Corchiano, sfruttando una recente legge regionale. Verranno anche adottate azioni di controllo e informazione.
Vetralla aderirà al Manifesto dei Sindaci contro il gioco d'azzardo facendo rete con gli altri comuni e pressione al governo per approvare delle norme a tutela della salute dei cittadini.

Siamo consapevoli che è solo un piccolo passo, e che la dipendenza dal gioco d'azzardo non è un problema che si può risolvere facilmente, ma siamo convinti che queste azioni vadano nella direzione giusta. Nella speranza che le proposte del MoVimento 5 Stelle vengano approvate anche in parlamento.

Tutti i passaggi della campagna #NoSlot:

domenica 1 febbraio 2015

C'è ancora arsenico nell'acqua di Vetralla

Secondo le analisi condotte dall’Agenzia Regionale Protezione Ambientale del Lazio (ARPA Lazio) su campioni prelevati da personale aziendale i valori di arsenico presenti nelle acque vetrallesi superano ancora i livelli consentiti per legge, ossia i famosi 10 microgrammi.

Questo significa che nonostante la definitiva apertura degli impianti di dearsenificazione l'acqua rimane non potabile. Nell'immagine qui a fianco ci sono i valori dello scorso dicembre rispetto a quelli pubblicati in questi giorni sul sito della ASL. I nostri dubbi che abbiamo espresso quando, un mese fa, su tutti i media locali si strombazzava che l'acqua sarebbe diventata potabile dal primo gennaio si sono puntualmente avverati. Per una volta avremmo preferito esserci sbagliati.