domenica 8 novembre 2015

Guardia Forestale e cittadini insieme per salvaguardare il territorio

Per noi Vetrallesi fare l'olio è fonte di orgoglio e senso di appartenenza, possiamo vantarci che nelle nostre terre maturano olive che ci danno un prodotto di alta qualità. Per essere veramente fieri di un prodotto, dobbiamo esserlo per tutto il suo ciclo dalla fioritura alla fine della produzione.

Lo smaltimento degli scarti di lavorazione dei frantoi oleari in terreni agricoli è disciplinato dalla legge 574/96 e successive. Tali normative inquadrano le modalità di smaltimento e le quantità massime consentite per lo spargimento. Per effettuare tale intervento è necessaria presentazione al sindaco di una relazione tecnica redatta da un agronomo o perito agrario, agro-tecnico o geologo. Lo spandimento delle acque di vegetazione s'intende realizzato in modo tecnicamente corretto e compatibile con le condizioni di produzione nel caso di distribuzione uniforme del carico idraulico sull'intera superficie dei terreni in modo da evitare fenomeni di ruscellamento. La legge in ogni caso vieta lo spandimento delle acque di vegetazione e delle sanse su talune categorie di terreni.

Le acque reflue di vegetazione (ARV) sono considerate un grave pericolo ambientale, in particolar modo nei corsi idrici di scarsa portata, dove, le condizioni di vita di numerosi organismi possono essere notevolmente danneggiate. Le sostanze contenute nell'ARV impediscono la permeazione della molecola di ossigeno a tutti quegli organismi considerati aerobici, il cui metabolismo è basato sull'utilizzo di ossigeno molecolare con conseguente morte della fauna ittica e delle specie viventi, nonché notevole pericolo al delicato equilibrio dell’ecosistema marino e costiero quando tali acque reflue raggiungono il mare. La vita di questi organismi è garantita grazie al processo aerobico della respirazione cellulare, che permette l'ossidazione di substrati (per esempio gli zuccheri e gli acidi grassi) per ottenere energia.

I problemi legati allo smaltimento di reflui e residui di lavorazione degli oleifici derivano dal fatto di essere prodotti in grandi quantitativi in un intervallo limitato (ottobre-dicembre).
Quello che, purtroppo, puntualmente capita tutti gli anni è che tali scarti vengano sversati irregolarmente, addirittura nei pressi di fossi e corsi d'acqua, anche nel territorio vetrallese.
Questo comportamento non è motivo d'orgoglio ma di vergogna, avvelenare il nostro territorio che tanto ci dona, rovinare le acque fino al nostro mare già pesantemente compromesso.

I primi di novembre un attivista di Vetralla 5 Stelle ha notato sversamenti sul fosso in zona Pian della Noce, riconoscibili dal nero della morchia che colorava tutte le acque e il forte e inconfondibile odore.
Abbiamo subito avvistato la Guardia Forestale, che è venuta prontamente a fare i rilievi e, grazie anche a successive informazioni che siamo riusciti a raccogliere, ma soprattutto a degli appostamenti sono stati colti sul fatto.

Ricordiamo, a chi fa questa scelta scellerata, che la manciata di soldi risparmiati oggi, aggirando le dovute procedure, saranno ripagate dalla sua terra, la stessa che lascerà in eredità ai suoi figli. Chiediamo quindi a tutti, frantoi e operatori in primis e cittadini poi, di fare informazione e vigilanza sulla questione.
Vetralla 5 Stelle lo fa e non molla, noi vogliamo essere orgogliosi, noi vogliamo salvaguardare il nostro territorio.

Nessun commento:

Posta un commento