giovedì 15 ottobre 2015

Toponomastica alla Vetrallese

Se fosse una barzelletta, sarebbe divertente. In questi mesi sui giornali e sul web sono state raccontate numerose storie riguardanti la toponomastica del Comune di Vetralla. Vie che si trasformano in piazze, cambi di denominazione senza senso, nomi lunghissimi al limite della ridicolaggine, nessuna concertazione con chi, in quelle vie, ci abita da sempre.
18 Anni fa per esempio, a Mazzocchio, quando già l'allora Sindaco, lo stesso di oggi, promise la nuova numerazione, i residenti del luogo, dopo un attento e approfondito studio, avevano fornito i nomi da assegnare alle vie. Lavoro inutile, giacché l'amministrazione decise di fare di testa sua, salvo poi tornare indietro sui suoi passi e cambiare nuovamente tutto.
Che dire poi dei corrieri, addetti di varie aziende o turisti si guardano intorno con aria perplessa poiché non esiste nessuna attinenza tra i loro navigatori e i cartelli.

Adesso però il tempo delle risate è finito. L'ilarità si scontra con il conto che ogni cittadino dovrà pagare, e c'è già chi promette "io non tiro fuori un euro".
Difficile farsi pagare un servizio gestito così male. Impossibile farsi pagare quando il lavoro ancora non è completato.
In altri Comuni d'Italia i costi sono stati inglobati nelle tasse comunali. In altri Comuni l'aggiornamento dei documenti e dei dispositivi di navigazione è stato eseguito in tempi ragionevoli. In Sicilia, ad esempio, dopo due giorni dall'inaugurazione della strada costruita dai soldi risparmiati dal MoVimento 5 Stelle, era già segnalata su Google Maps.
Ormai siamo abituati. A Vetralla è tutto diverso. Sempre più complesso, più caotico, più costoso. E continuerà a essere così se non decideremo di "cambiare".

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