giovedì 19 febbraio 2015

La porcata del PARCA

Il 18 Dicembre 2014 è stato approvato a maggioranza il piano P.A.R.C.A. per il rilancio della Talete. Il documento mette nero su bianco la strategia di come salvare un S.p.a. che ha accumulato debiti milionari: pescando dalle nostre tasche.
In questo piano innanzitutto si evidenzia che il nostro A.T.O. 1 o più semplicemente il territorio che dovrebbe gestire,  presenta molte problematiche tra cui:

  • scarsa incidenza demografica;
  • pessimo stato delle reti e della depurazione;
  • qualità dell'acqua, caratterizzata sul piano geomorfologico da elevate quantità di arsenico e fluoruri, che impongono costosissimi trattamenti di depurazione per tutelare la salute pubblica;

Nel documento si pone particolare attenzione verso le morosità degli utenti e sembra quasi che tutti i debiti siano da ciò causati, senza menzionare altre cause. A nostro avviso in questi anni hanno influito assunzioni clientelari, affitti di diverse sedi, compensi per il consiglio d'amministrazione, parchi macchine da favola che circolano anche quando non servono, appalti esterni per mancanza di competenze e molto altro. Tutte queste spese effettuate attraverso finanziamenti bancari i cui interessi  si sono accumulati uno sopra l'altro.
A tutto questo va aggiunto che i controllori, sia l'assemblea dei soci che il tavolo A.T.O., sono stati in vacanza perenne,  le assemblee spesso vuote e i sindaci che si presentavano si limitano a votare senza dover rendere conto a nessuno, ne ai loro cittadini e neanche al loro Consiglio Comunale.
Stessa tecnica per l'approvazione del PARCA: alzata di mano e via.

Ma andiamo nel dettaglio di cosa contiene il piano.
Per rientrare del debito, e avere liquidità in cassa, è stato approvato un aumento del 9% sulla tariffa dell'acqua per gli anni 2014-2017.
Si, avete letto bene, l'aumento sarà RETROATTIVO! Stiamo parlando di un conguaglio per il 2014 per erogazione di acqua non potabile!
Per non parlare che la non potabilità permane in alcune zone come Vetralla. Invece di ottenere un dimezzamento della tariffa per non potabilità, come previsto, ci becchiamo un aumento ed una beffa per impianti costosissimi che non stanno facendo il loro lavoro. Totò direbbe "e io pago!".

La seconda bella sorpresa è la ricapitalizzazione delle quote che i comuni detengono di Talete che, ricordiamolo si tratta di un soggetto privato che risponde alle regole del mercato. Il fatto che le sue quote azionarie siano detenute da enti pubblici, cioè Comuni e Province, non comporta nessuna sicurezza o tutela, anzi oggi si palesa tutto il contrario.
Di fronte a questo scenario ci chiediamo come il nostro Comune intenda ricapitalizzare. Come si può sottostare a tele decisione senza aver un minimo di bilancio previsionale delle casse comunali?

Le ipotesi presentate nel PARCA sono di convertire i crediti che vanta il Comune nei confronti di Talete (bollette incassate e non rigirate alle casse comunali) in quote capitale e quindi soldi iscritti a bilancio, o prestare garanzia cumulata tra gli enti per accedere al credito necessario per il fabbisogno di liquidità.

Infine, tornando al piano PARCA,  si affronta il nocciolo di come recuperare le bollette non pagate.
Si farà uso ditte esterne (per quale motivo non è chiaro), e tale procedura prevederà il distacco dei contatori dei morosi. Da dichiarazioni a mezzo stampa dell'amministratore di Talete Bonori, è previsto un coordinamento con i vari uffici dei Comuni per determinare se si tratta di famiglie in difficoltà o di furbetti per evitare accadimenti assurdi come quelli denunciati più volte non solo nel nostro Comune. Sarà vero?
A tal proposito vorremmo sottolineare che noi di Vetralla 5 Stelle a maggio del 2014 abbiamo lanciato una proposta al Consiglio Comunale vetrallese, di presentarsi all'assemblea dei soci chiedendo una modifica della carta dei servizi di Talete, proprio sulle procedure per morosità. Tale proposta e venne bocciata, senza appello.

Ora spunta sui social network, in previsione del prossimo Consiglio, una proposta dell'Ass. Biancucci, simile, nei contenuti,  alla nostra. Peccato gli sia sfuggito che il piano PARCA appena approvato rende del tutto inutile tale proposta. Il tempo ormai è scaduto.

Una soluzione esiste. Ci si è completamente dimenticati la Legge Regionale Lazio 5 che sta per compiere un anno ma ancora inattuata per negligenza dell'attuale Amministrazione Zingaretti. La stessa che inizialmente sventolava la legge come grande traguardo raggiunto, dimenticandosi di non averla nemmeno scritta, essendo frutto dell'impegno dei cittadini aderenti al Forum dell'Acqua Pubblica.
Applicando quella legge non servirebbe ne il PARCA ne modifiche alla carta dei servizi, ma si tornerebbe a una gestione pubblica, come sancito dal referendum del 2011.

Chiediamo, alla Giunta del Comune di Vetralla di esprimersi in modo chiaro e pubblico sulle intenzioni rispetto al PARCA, di farsi nostro tutore promuovendo azioni congiunte con i soci per trovare le responsabilità effettive sui debiti Talete e di attuare la nostra richiesta, protocollata oggi 19 Febbraio, di farsi promotore presso la Regione Lazio affinché si attui Legge 5 prima di assistere all'ennesimo buco nell'acqua.

Di seguito il testo della mozione presentata:
Premesso che
1.    l'acqua rappresenta fonte di vita, un bene comune dell'umanità, il bene comune universale, indisponibile, che appartiene a tutti;
2.    il diritto all'acqua è un diritto inalienabile e di conseguenza l'acqua deve essere considerata un bene comune in conformità ai principi costituzionali, comunitari ed in ossequio alla volontà popolare espressa con referendum nel giugno 2011.
Considerato che
1.      è necessario promuovere nel nostro territorio una cultura di salvaguardia della risorsa idrica ed ogni iniziativa utile per affermare la pubblicità del Servizio Idrico;
2.      risulta opportuno sostenere ed aderire alle iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato”, recentemente costituitosi nell’ambito della “Campagna Acqua Bene Comune” che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da oltre tre anni;
3.      considerato che alcuni comuni laziali, compresi alcuni nel nostro ATO, sono stati  promotori della Legge Regionale 4 aprile 2014 n.5 depositata in Regione come proposta di legge di iniziativa popolare presentata con il meccanismo del referendum propositivo di cui all’art. 62 dello Statuto regionale del Lazio, prima e unica legge di iniziativa popolare approvata in Italia, legge che disciplina la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque  in sostituzione della previgente legge regionale n.6/1996;
4.      considerato come la citata legge 4 aprile 2014 n.5, pur se approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, nonostante i termini in essa fissati non ha allo stato visti emanati i conseguenti provvedimenti attuativi necessari ed indispensabili alla sua effettiva attuazione;
5.      valutato come le modifiche intervenute alla legislazione nazionale di riferimento, se da un lato non incidono sulla piena e totale applicabilità della norma regionale come del resto sancito dalla DGR n. 947 del 30/12/2014, dall’altro inducono a rischi di concentrazioni societarie anche attraverso affidamenti e trasferimenti degli impianti a gestori che avanzano pretese in forza della persistenza dell’ordinamento previgente;
6.      valutato non ulteriormente accettabile e sostenibile lo stato della gestione e del servizio all’interno dell’Ambito Territoriale Ottimale 1 Viterbo, ATO fragile fin dalla sua costituzione e caratterizzato da una pessima conduzione accompagnata da un regime tariffario ormai giunto al limite della sostenibilità sociale.

Ritenuto che
1.      permane la necessità di continuare nelle sedi opportune una battaglia politica, nella difesa del sacrosanto diritto del cittadino all’acqua pubblica.

Impegna
La Giunta Comunale ed il Sindaco a sollecitare la Regione Lazio
1)      Ad emanare nei tempi più rapidi possibili la legge che istituisce gli Ambiti di Bacino Idrografico e dispone la Convenzione di Cooperazione Tipo per il governo dei medesimi prendendo a base della discussione la proposta prodotta dal Coordinamento regionale Acqua Pubblica Lazio consegnata all’Assessore regionale all’ambiente in data 29/12/2014;
2)      nelle more della definizione del nuovo assetto del servizio idrico integrato sul territorio della regione, di porre in essere ogni possibile azione volta ad impedire il passaggio forzato degli impianti dei comuni che si oppongono alla cessione degli stessi, ai gestori del servizio in forza delle convenzioni stipulate sulla base della normativa previgente.     


Vetralla , lì 19/02/2015

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