mercoledì 31 dicembre 2014

Acqua: dal 1 Gennaio sarà veramente potabile?

Dalla Regione si sventolano bandiere di vittoria su un progetto, quello dei dearsenificatori. Tale progetto non è nient'altro che un palliativo, dopo 13 anni di silenzi e proroghe. Siamo giunti al "termine" dopo un enorme ritardo sulla tabella di marcia a causa di risvolti di ogni genere, da impianti senza allaccio elettrico a problematiche varie durante la costruzione, sintomo evidente di scarsa organizzazione.

Sui giornali è apparsa la notizia che dal 1 Gennaio avremo acqua potabile, ma sarà vero?
L'ultimo impianto di Vetralla, quello che interessa la sorgente di Grignano, è stato completato in extremis in questi giorni e visti i tempi di analisi come si ha la certezza del suo funzionamento?

Gli ultimi dati pubblicati sul sito della ASL per Vetralla dimostrano, nero su bianco, che in alcune zone già servite dai dearsenificatori i parametri non sono a norma, mancano poi campionamenti più dettagliati per le zone servite dall'impianto sul pozzo Capacqua, come strada Foro Cassio e le zone fino a Pian di San Martino e allora, ci domandiamo, su che si basa la potabilità?

Per quanto riguarda la gestione cosa è stato deciso? Per mesi si è assistito ad un balletto intitolato "scaricabarile". dalle ultime indiscrezioni, pare che la patata bollente sia capitata, almeno per il prossimo anno, alla Regione, ma i dubbi permangono.

Talete è stata salvata dal nuovo piano di risanamento messo appunto dal nuovo presidente della società Bonori, che si è trovato davanti alla realtà divenuta routine del disinteresse più totale dei suoi azionisti, i Sindaci dei Comuni che ne fanno parte, gli stessi che, indipendentemente dall'appartenenza politica, per anni si sono voltati dall'altra parte mentre il carrozzone si sfaldava economicamente. Ora saranno necessari ricapitalizzazione ed aumenti in bolletta.

Ancora una volta a causa delle inefficienze degli enti pubblici sono i cittadini a pagare.

E che dire dell'incoerenza della Giunta Regionale di Zingaretti? Prima approvano, dopo mille ripensamenti, la Legge Regionale 5/14 , testo scritto dal Forum Acqua Pubblica, che ricalcava l'esito del referendum del 2011 sottoscritta dai cittadini e da alcuni consigli comunali ribadendo che l'acqua è un bene comune universale da tutelare e non oggetto di speculazione economica. Poi, a mesi di distanza, il presidente Zingaretti tira fuori nuovamente dalla manica il gestore unico regionale, una grande Acea, al momento privata al 49%.
La legge approvata, al momento bloccata dal Consiglio di Stato per cavilli superabili con piccole modifiche già proposte in Regione, si parla di suddividere la regione in bacini idrografici che cancellano anche lo schema degli ATO fin'ora adottato e dal quale nasce Talete. Ad oggi non si è riusciti a controllare un ente piccolo che si trova in loco, si sono riscontrati problemi di comunicazione e gestione, come la storia dei distacchi, figuriamoci se fosse tutto in mano ad una grande società che segue tutta la Regione e del nostro territorio e delle sue acque non conosce nulla, e che in pratica distanzierebbe ancora di più i cittadini dal loro diritto universale, l'acqua!

Quindi l'anno nuovo sarà decisivo perché in ballo ci sono cambiamenti importanti.
Vedremo se la giunta regionale saprà tenere fede alle belle parole che usa sull'acqua pubblica o farà dietrofront svendendo i nostri diritti.
Capiremo se finalmente avremo un acqua potabile.
Ci verrà svelato chi dovrà gestire gli impianti di dearsenificazione, sperando che riuscirà a sostenere l'onerosa manutenzione che necessitano nel frattempo che riescano a trovare soluzioni maggiormente sostenibili.

Intanto noi cittadini continueremo a pagare per le emergenze non affrontate come si doveva e nei tempi giusti, nella completa disinformazione e continueremo a pagare per le inefficienze che continueranno a ripresentarsi, ottenendo in cambio un acqua di dubbia qualità.

Aggiornamento 07/01/2015 - Comunicato ASL VT
SI COMUNICA CHE A DECORRERE DAL 01.01.2015, A SEGUITO DELL’ENTRATA IN FUNZIONE DEI NUOVI IMPIANTI DI DEARSENIFICAZIONE / DEFLUORIZZAZIONE REALIZZATI DALLA REGIONE LAZIO, LA AUSL DI VITERBO STA PROCEDENDO A EFFETTUARE I CAMPIONAMENTI SU TUTTI GLI IMPIANTI, E RELATIVE RETI IDRICHE INTERESSATE, FINALIZZATI ALLA VERIFICA DEL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEGLI STESSI E CONSEGUENTE REVOCA DELLE ORDINANZE DI NON POTABILITA’. NON APPENA ARPALAZIO COMUNICHERA’ ALLA AUSL TUTTI I DATI ANALITICI, GLI STESSI SARANNO NUOVAMENTE PUBBLICATI SUL SITO WEB AZIENDALE.

martedì 23 dicembre 2014

#NoSlot approderà al Consiglio Comunale di Vetralla

Siamo felici che finalmente, dopo un anno dalle nostre richieste, il Consiglio Comunale di Vetralla prenderà in esame i problemi che ruotano attorno al G.A.P. (gioco d'azzardo patologico) grazie alla mozione proposta da SEL Vetralla.

Il MoVimento 5 Stelle si sta muovendo da tempo sia sul fronte nazionale che su quello regionale con numerose proposte che vanno dalla prevenzione alla cura per i malati fino alla questione della giusta tassazione.
Anche qui a Vetralla ci siamo dati da fare, aderendo alla campagna #NoSlot e coinvolgendo anche i proprietari di bar che hanno deciso di non installare le slot machine nei loro esercizi.
A Novembre del 2013 abbiamo scritto a tutta l'assemblea comunale una nostra mozione, chiedendo di adeguarsi alla nuova legge regionale che permetteva, tra l'altro, di incentivare con degli sconti fiscali i bar che non avevano o che decidevano di eliminare le slot. Tale opportunità è stata accolta, per esempio, a Corchiano, mentre a Vetralla non è stata nemmeno presa in considerazione.
Vetralla 5 Stelle non si è fermata di fronte al muro di indifferenza e ad Aprile scorso abbiamo organizzato un'assemblea pubblica dal titolo "Smetti e Vinci - La vita non è un gioco" a cui hanno partecipato, tra gli altri, il parlamentare Massimo Enrico Baroni, il Dott. Luca Piras, sociologo esperto in interventi di gruppo per affrontare le dipendenze patologiche e un gestore di sala slot, fornendo ai numerosi cittadini accorsi informazioni sull'argomento da tutti i punti di vista.
Ora non ci resta che attendere le decisioni delle commissioni e del consiglio comunale nella speranza che sia il primo passo nella giusta direzione.

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venerdì 19 dicembre 2014

NBC Lago di Vico sopralluogo del M5S

Centro NBC del lago di Vico, Bernini M5S: “Giovedì 18 dalle 9 di mattina abbiamo visitato il centro NBC di Vico”

Ieri, giovedì 18 aprile, insieme al collaboratore Dimitri Pizzati, abbiamo condotto un sopralluogo presso l’ex magazzino “materiali per la difesa nucleare, batteriologica chimica (NBC)” di Ronciglione.

Lo scopo della visita è stato quello di constatare direttamente lo stato di avanzamento dei lavori di bonifica della struttura che gli abitanti del comprensorio attendono da decenni. Per questo, sollecitati non solo dagli attivisti del MoVimento 5 Stelle locale ma anche da cittadini sensibili alle questioni ambientali, abbiamo presentato ad inizio legislatura un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Difesa per conoscere l’iter della procedura di bonifica.

Nella risposta pubblicata il 7 agosto del 2014, il Ministro riportava l’avvenuta bonifica di un primo lotto conclusasi il 29 gennaio 2013 e l’avvio della seconda bonifica, la più importante, entro la fine del 2014 e che presumibilmente dovrebbe concludersi entro il 2016. Tuttavia, rispondendo all'interrogazione del Deputato Pastorelli il 10 dicembre scorso, il Governo dichiara di aver ritardato l’inizio degli interventi di bonifica, al 7 gennaio 2015.

Nel corso della visita siamo stati accompagnati dal personale militare del CETLI, Centro Tecnico Logistico Interforze NBC di Civitavecchia che conduce le attività di bonifica che si è dimostrato sin da subito disponibile ed altamente competente e al quale rivolgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti.

Nel corso delle quasi tre ore del sopralluogo, abbiamo ispezionato personalmente tutti gli edifici e l’intera superficie di quella che viene definita “Chemical City”. L’area che sicuramente ha ospitato un’intesa attività nella produzione di ordigni non convenzionali fino al termine del secondo conflitto mondiale e di nebbiogeni fino alla fine degli anni ‘70, lo dimostrano il numero e la complessità delle strutture presenti, versa oggi in uno stato di semi-abbandono e non vi è la benché minima traccia di attività recenti. I pochi magazzini ancora agibili, compreso quello adibito al materiale radiativo, risultano essere completamente sgombri da qualsiasi tipologia di prodotto o di materia prima per fini bellici, nonché dei loro residui. Benché all'interno di una struttura siano presenti confezioni riportanti la scritta “acido cianidrico” o “fosgene”, abbiamo potuto verificare direttamente (toccando con mano) che risultano essere prive di ogni contenuto.

La visita non ha perciò evidenziato particolari situazioni di rischio ma non per questo ci riteniamo soddisfatti; lo saremo solo quando si sarà concluso anche il secondo lotto di bonifica nelle aree che la Soing, ditta privata incaricata dell’indagine geofisica, ha segnalato “per la presenza di masse interrate di varia tipologia tra cui alcune di natura ferromagnetica, riconducibili anche ad eventuali ordigni inesplosi”.

Per questo il M5S vigilerà costantemente sull'esecuzione di questi interventi affinché quella importante porzione della caldera del lago di Vico, possa essere “riconsegnata” completamente bonificata ai Cittadini del nostro territorio.

Portavoce Massimiliano Bernini

mercoledì 17 dicembre 2014

8x1000 Il Comune di Vetralla richiede i fondi per la scuola

Come scritto in un precedente articolo, grazie ad una proposta del MoVimento 5 Stelle è possibile ottenere dei fondi per l'edilizia scolastica attraverso il meccanismo dell'8x1000.

I termini per presentare la domanda, da parte del Comune erano il 15/12/2014. Abbiamo chiesto informazioni e ci è stato confermato che il Comune di Vetralla ha fatto le seguenti richieste per l’accesso ai finanziamenti destinati per la scuola pubblica attraverso l’otto per mille:
1 – Sistemazione e messa in sicurezza della scuola elementare di Cura di Vetralla – importo € 950.000,00 – richiesta trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri prot. 20409 del 30/09/2014 e successiva integrazione su richiesta prot. 26567 del 15/12/2014
2 – Sistemazione e messa in sicurezza della scuola media di Vetralla – importo € 1.189.000,00 – richiesta trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri prot. 20332 del 29/09/2014 e successiva integrazione su richiesta prot. 26569 del 15/12/2014.

Ora non ci resta che aspettare l'esito di tale richieste.

venerdì 12 dicembre 2014

#FUORIDALL€URO Inizia a Vetralla la raccolta firme

Gli interessi sul debito pubblico stanno ammazzando il Paese e smantellando lo Stato Sociale. Gli interessi passivi annui sul debito pubblico sono destinati ad aumentare e a raggiungere quota 100 miliardi nel 2015. Dai 78 miliardi pagati dallo Stato per finanziare il proprio debito nel 2011 si passa agli 89 nel 2012 per salire ai 95 nel 2013 e per arrivare a quota 99,808 nel 2015. Negli ultimi 30 anni l'Italia ha pagato 3.100 miliardi di interessi sul debito, una mostruosità.
I miliardi che lo Stato destina al pagamento degli interessi sul debito sono sottratti ai servizi primari dei cittadini: pensioni, sanità, ammortizzatori sociali, istruzione, risorse per le PMI. Con l'euro il debito pubblico non potrà che continuare a crescere e gli interessi ad aumentare fino a quando lo Stato Sociale italiano non sarà completamente smantellato e diventerà un guscio vuoto. Un corpo spolpato dalla BCE.
Il debito pubblico va ridenominato in una nuova moneta associata al valore della nostra economia. Pagheremo quindi meno interessi sul debito. Lo Stato ricomincerebbe ad utilizzare il suo avanzo primario di cui già dispone (al netto degli interessi sul debito) per finanziare attività e welfare. Con l'Italia fuori dall'euro, le PMI italiane potranno tornare nuovamente competitive e l'occupazione in crescita e gli investitori stranieri finanzieranno comunque il nostro debito che sarà sostenibile e onorabile.
Fuori dall'euro c'è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall'incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall'euro o default. Non ci sono alternative.

Ai cittadini non è stato chiesto se volevano o meno aderire alla moneta unica, per questo motivo il MoVimento 5 Stelle ha deciso di raccogliere per una legge di iniziativa popolare che servirà per indire un referendum consultivo. Sarà il popolo italiano a scegliere, non le banche, non gli affaristi.

La raccolta firme, che durerà 6 mesi, inizierà questo fine settimana in tutta Italia. Vetralla 5 Stelle allestirà un banchetto in piazza S. Maria del Soccorso a Cura domenica 14 dicembre a partire dalle ore 10. Vi aspettiamo.

Per maggiori informazioni www.fuoridalleuro.com

mercoledì 10 dicembre 2014

Salvaguardia del territorio comunale dall'uso dei diserbanti chimici

I risultati di numerose ricerche hanno dimostrato la relazione esistente tra l’esposizione umana al glyphosate e l’insorgenza di malattie, disfunzioni e malformazioni. Studi separati condotti in Svezia hanno collegato l’esposizione al glyphosate alla leucemia e al linfomi. L’esposizione al glyphosate, a dosi al di sotto della classica diluizione a scopo agricolo, è associata a una serie di alterazioni sulla riproduzione negli esseri umani e in altre specie animali a causa della sua tossicità sulle cellule della placenta.

Chiediamo, in sostanza, al Sindaco Aquilani ed alla Giunta di attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione per contrastare l’uso delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostane saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole a salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità.

Siamo convinti che, almeno questa volta, il Sindaco non ignorerà la nostra richiesta, come avvenuto con tutte le istanze presentate dai cittadini aderenti a Vetralla 5 Stelle, visto che questo problema è percepito da gran parte della comunità vetrallese.

Di seguito il testo completo della mozione

Al Presidente del Consiglio Comunale di Vetralla
Sig. Venanzi Giuseppe
Al Sindaco del Comune di Vetralla
Sig. Aquilani Sandrino
Ai consiglieri di maggioranza e minoranza del Comune di Vetralla
MOZIONE
Salvaguardia del territorio comunale dall'uso dei diserbanti chimici, delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostanze saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole

PREMESSO CHE ci sono sempre più agricoltori che utilizzano il diserbo anche al di fuori delle aree coltivate, ma anche semplici cittadini che irrorano le fasce erbose nei pressi delle loro abitazioni con erbicidi per evitare lo sviluppo delle erbe infestanti;
la pratica del diserbo, nata per il controllo delle commensali in agricoltura, erroneamente considerata come alternativa agli interventi di tipo meccanico, viene oggi utilizzata, sostenuta dalle industrie chimiche che producono il diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato (il glyphosate), per il «decoro» delle strade pubbliche;
in questo modo con la motivazione di combattere le allergie da polline (in realtà, anziché ridurre le fonti di produzione di polline, se ne determina un aumento significativo con la proliferazione delle graminacee, oltre alla nebulizzazione nell’aria di princìpi chimici tossici anche in aree urbanizzate e ad alta intensità di traffico), ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno;
il glyphosate è certamente tossico per la vita acquatica e non a caso infatti tra le precauzioni d’uso del diserbante utilizzato (basato sul principio attivo del glyphosate) è tassativamente vietato irrorare i bordi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici;
nonostante questo le pompe di veleno che operano lungo le strade e le linee ferroviarie non si fermano di fronte a canali, a collettori posti ai lati dei tracciati né alle cabine che contengono pozzi di attingimento di acqua destinata agli acquedotti pubblici;
CONSIDERATO CHE i risultati di numerose ricerche (esiste ormai una consistente letteratura internazionale in materia) hanno dimostrato la relazione esistente tra l’esposizione umana al glyphosate e l’insorgenza di malattie, disfunzioni e malformazioni:
1. studi separati condotti in Svezia hanno collegato l’esposizione al glyphosate alla leucemia e al linfoma non-Hodgkins (questi tipi di tumori erano molto rari, tuttavia il linfoma non-Hodgkins è oggi il tumore in più rapida crescita nel mondo occidentale, mentre negli Stati Uniti d’America negli ultimi quarant’anni la sua incidenza è aumentata del 73 per cento);
2. studi dimostrano, inoltre, che l’esposizione al glyphosate, a dosi al di sotto della classica diluizione a scopo agricolo, è associata a una serie di alterazioni sulla riproduzione negli esseri umani e in altre specie animali a causa della sua tossicità sulle cellule della placenta;
un rapporto della United States Environmental Protection Agency dichiara che il glyphosate è estremamente persistente in condizioni di applicazione normali, mentre studi condotti in Svezia dimostrano che una sua applicazione può perdurare fino a tre anni;
i dati pubblicati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) rilevano la presenza del glyphosate e dell’AMPA (acido aminometilfosfonico, derivante dalla degradazione del glyphosate) tra le sostanze inquinanti più presenti nelle acque superficiali (dati ripetutamente confermati per il periodo 2008-2010, relativi alle ultime rilevazioni effettuate in Lombardia);
gli effetti del trattamento con diserbanti sistemici si manifestano a distanza di 10-15 giorni, c’è il rischio concreto che, soprattutto lungo le strade di periferia e in quelle meno trafficate, qualcuno raccolga lungo i margini stradali piante spontanee per uso alimentare senza rendersi conto della contaminazione chimica;
la mancanza di qualunque segnalazione degli interventi fino ad oggi eseguiti dalle province e dall’Ente nazionale per le strade (ANAS spa) risulta quindi particolarmente grave e lesiva, non solo per questo aspetto, della sicurezza dei cittadini;
molti pesticidi sono xenobiotici e dopo la loro immissione nell’ambiente si mantengono sostanzialmente inalterati per lunghi periodi di tempo, arrivando a contaminare, grazie alle loro caratteristiche di volatilità, persistenza, bioaccumulo e biomagnificazione, organismi no target e reti alimentari su cui si basa l’organizzazione delle comunità biologiche naturali, anche a notevoli distanze dal punto iniziale di contaminazione;
l’uso estensivo e sistematico del diserbo prevede una lunga serie di controindicazioni, tra le quali:
1. mette a rischio la salute degli operatori (che si possono proteggere) e della popolazione (ignari automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, raccoglitori, agricoltori, cittadini), nebulizzando un prodotto chimico tossico che agisce a distanza di vari giorni (a seconda della concentrazione può manifestare i suoi effetti a distanza di diversi giorni e permanere nel terreno e sulla vegetazione per lungo tempo) lungo le strade e negli abitati;
2. espone le scarpate sottoposte al diserbo a frane e a smottamenti e a conseguente elevato rischio di provocare incidenti stradali durante gli eventi piovosi e nelle ore notturne;
3. abbassa drasticamente la biodiversità vegetale e animale e la capacità di autoregolazione dei numerosi habitat seminaturali che garantiscono, oltre a un aspetto gradevole, la funzionalità e la biodiversità biologica delle scarpate stradali;
4. riduce sensibilmente l’assorbimento dell’anidride carbonica e l’abbattimento delle sostanze azotate da parte della copertura vegetale eliminata;
TENUTO CONTO
che il diserbo dei bordi stradali, rispetto alle tecniche tradizionali, non presenta alcun vantaggio:
1. l’aspetto dei bordi trattati è oltremodo sgradevole dal punto di vista estetico;
2. non limita in alcun modo il numero degli interventi in quanto non elimina la necessità delle operazioni di sfalcio.
che il trattamento con fitofarmaci determina numerosi danni diretti e crea le condizioni per effetti negativi anche gravi e a volte non recuperabili:
1. non permette alla vegetazione seminaturale di svolgere il ruolo di difesa del terreno ed espone le scarpate stradali all’erosione e agli smottamenti;
2. arreca danni gravi alla vegetazione, che perde istantaneamente molti decenni di maturazione accumulati con il tempo, e provoca la scomparsa locale di numerose specie e l’impossibilità, in alcuni casi, del ritorno allo stato precedente, neppure dopo l’abbandono della pratica (dopo due o tre interventi in anni successivi si annulla anche la carica dei semi del terreno);
3. arreca danni diretti e indiretti anche alla fauna minore, basti pensare agli effetti sulle popolazioni di carabidi che hanno uno stretto rapporto con il terreno e con la qualità della copertura erbacea;
4. rende obbligatorio l’intervento anche negli anni successivi, in quanto le fasce denudate se non più trattate vengono invase da poche specie annuali particolarmente vigorose e aggressive;
5. si acquistano attrezzature e prodotti chimici inutili, oltre che dannosi, mentre non si investe nel miglioramento delle conoscenze, della preparazione dei tecnici, oltre che nell’adeguamento dei mezzi e delle tecniche di manutenzione delle scarpate;
6. si determina una perdita di maturità degli ecosistemi marginali, con conseguente riduzione della complessità e della funzionalità sia dal punto di vista vegetale che animale, tenendo conto, peraltro, che in molte aree collinari le strade costituiscono gli ultimi centri di conservazione della biodiversità.
che il diserbo dei margini stradali non ha alcuna giustificazione neppure dal punto di vista  strettamente tecnico

VISTO CHE l’Unione europea è intervenuta in questa materia introducendo, nella direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi, un articolo apposito. All’ articolo 11 si legge infatti: « Gli Stati membri assicurano che siano adottate misure appropriate per tutelare l’ambiente acquatico e le fonti di approvvigionamento di acqua potabile dall’impatto dei pesticidi » e, ancora, si auspica « La riduzione, per quanto possibile, o l’eliminazione dell’applicazione dei pesticidi sulle o lungo le strade, le linee ferroviarie, le superfici molto permeabili o altre infrastrutture in prossimità di acque superficiali o sotterranee oppure su superfici impermeabilizzate che presentano un rischio elevato di dilavamento nelle acque superficiali o nei sistemi fognari »;
le medesime norme sono state riprese dall’articolo 14 del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150, con il quale lo Stato Italiano ha recepito la direttiva;
nella stessa direzione vanno la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, e il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei prodotti fitosanitaria;
è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 35 del 12/02/2014 il Decreto 22 gennaio 2014 di adozione del Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN), ai sensi dell’articolo 6 del Decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150 recante la “Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi “.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA ad attivarsi utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per contrastare l’uso delle sostanze tossiche anche di origine naturale e delle sostane saline negli interventi di controllo delle infestanti al di fuori delle pratiche agricole a salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e della biodiversità;
a garantire che nei bandi di gara emanati dal comune per gli appalti pubblici riguardanti gli interventi di contenimento delle infestanti venga indicato come unica tipologia di intervento possibile quello meccanico;
a interloquire con i responsabili del settore manutenzione strade della Provincia affinché all’interno del territorio comunale vengano utilizzati esclusivamente metodi di tipo meccanico nelle operazioni compiute dalla ditte loro incaricate;
ad informare attraverso incontri e comunicazioni scritte i rivenditori sul territorio comunale e tutti i cittadini sui rischi per l’ambiente e per la salute umana nell’utilizzo e di vendita di prodotti diserbanti.
Vetralla , lì 09/12/2014