lunedì 28 aprile 2014

#ItaliaOgmFree intervista a Massimiliano Bernini M5S

Il MoVimento 5 Stelle ha iniziato una campagna contro gli organismi geneticamente modificati chiamata #ItaliaOgmFree.
A Vetralla è già partita la raccolta firme.

Di seguito riportiamo un intervista al Cittadino Portavoce Massimiliano Bernini Commissione XIII - Agricoltura in prima linea in questa iniziativa.

- Partiamo dall'inizio. In parole molto semplici, cosa sono gli OGM?

Gli OGM sono piante o animali il cui DNA o patrimonio genetico che si è formato nel corso di milioni di anni o attraverso la selezione dell'uomo, utilizzando fin qui metodi naturali, viene modificato in laboratorio con l'inserimento di frammenti di DNA, detti geni, provenienti da altre specie. E' il caso del MAIS MON 810 che presenta un frammento di DNA proveniente da un batterio (Bacillus thuringiensis) allo scopo di renderlo inattaccabile dal parassita "piralide". Lo scopo dell'ingegneria genetica è quella di stravolgere il patrimonio genetico degli organismi viventi, per modificarne alcune caratteristiche come la longevità, l'aspetto esteriore, la produttività, la resistenza alla siccità o alle malattie, ecc.

- Gli OGM fanno male alla salute?

Esistono molte ricerche portate avanti anche da alcune università italiane che dimostrano il passaggio dei geni modificati agli organi e tessuti degli animali alimentati con mangimi OGM. E' il caso dimostrato dal Dott. Federico Infascelli dell'Università di Napoli, secondo il quale i transgeni  sono rilevabili non solo nel latte di capre alimentate con soia transgenica ma anche nei capretti alimentati con quel latte. Purtroppo gli effetti sulla salute di questi organismi modificati dall'uomo non possono essere apprezzati in tempi rapidi, ma come è accaduto con l'amianto, le ripercussioni si avranno a distanza di decine di anni. Per questo da più parti si chiede di adoperare la massima cautela prima di introdurre gli OGM nell'ambiente, al punto che la stessa direttiva 2001/18/CE da la possibilità agli stati membri di avvalersi della norma di salvaguardia per bloccare la semina della piante modificate geneticamente.

- Ma nel frattempo che la scienza arrivi ad una conclusione non sarebbe opportuno dedicare delle piccole aree controllate alla coltivazione di tali sementi?

Il M5S, nel corso della propria attività legislativa volta a bloccare la semina degli OGM, ha comunque lasciato la possibilità agli enti di ricerca di continuare la sperimentazione purché condotta in ambienti confinati, cioè senza la possibilità di "scambio" con il territorio circostante. A titolo esemplificativo sono considerati ambienti confinati, i laboratori ed alcune tipologie di serre, ma in alcun modo possono essere autorizzate coltivazioni in campo aperto, visto che è dimostrata la diffusione dei pollini transgenici anche a notevoli distanze.

- Ma è reale il rischio di contaminazione? Le piante OGM non sono sterili?

Se gli OGM fossero sterili non si avrebbe la trasmissione dei geni modificati alle generazioni successive e questo limiterebbe di molto i potenziali danni all'ambiente. Purtroppo gli organismi geneticamente modificati possono trasmettere i transgeni attraverso il polline o con la trasmissione genetica orizzontale (TGO) e questi hanno sempre caratteristiche di dominanza sui geni naturali. Ciò significa che quanto è stato prodotto dall'uomo in laboratorio, si "fissa" in modo indelebile nel DNA delle piante e animali della stessa specie, trasmettendolo poi alle successive generazioni, innescando un vero e proprio effetto a catena.

- Il rischio non è che l'italia possa rimanere fuori da questa innovazione tecnologica che secondo molti fornirà un enorme contributo alla riduzione della malnutrizione ed alla cura di numerose malattie?

Le grandi multinazionali sementiere che detengono il brevetto degli OGM da sempre sostengono che questi avrebbero risolto il problema della "fame del mondo", tuttavia da oltre un decennio dalla loro introduzione, ben lungi è la risoluzione della sottonutrizione in molte aree del pianeta, mentre sono cresciuti a dismisura i profitti delle multinazionali, visto che i semi delle piante OGM sono coperte da "copyright". Ciò significa che gli agricoltori devono pagare i diritti d'autore ogni qualvolta utilizzino i semi di queste società, per non incorrere in onerosi ed insostenibili procedimenti legali.

- Quindi il tutto si riduce agli interessi di poche multinazionali del settore?

Sulla base di quanto sopra descritto, sembrerebbe proprio di si.

- La sentenza del TAR del 24 Aprile scorso cosa comporta?

Comporta che anche per quest'anno vale il divieto di semina per il MAIS MON 810 su tutto il territorio nazionale, stabilito dal decreto interministeriale del luglio scorso. E' per molti una sentenza storica che crea un precedente contro la semina di tutti gli OGM sul suolo nazionale e che rispecchia l'opinione della stragrande maggioranza degli italiani, contrari all'introduzione degli organismi geneticamente modificati.

- Cosa sarebbe successo in caso che il TAR avesse deciso diversamente?

Che diversi imprenditori agricoltori si sarebbero sentiti autorizzati a seminare il MAIS MON 810 ed altri OGM, con grave danno per la biodiversità agraria e la sovranità alimentare del nostro paese.

- Quindi ora, secondo il vostro punto di vista, il "pericolo" è scampato?

Il TAR conferma il divieto di semina del MON 810, ma la battaglia deve continuare sia livello locale e soprattutto nelle sedi europee, per bloccare la semina di tutte le altre piante OGM, dichiarando in modo incontrovertibile l'Italia NO OGM!

- In che cosa consiste la campagna #ItaliaOgmFree?

Consiste nel creare una coscienza critica all'introduzione degli OGM nell'agricoltura italiana, visto che questi possono essere potenzialmente dannosi per l'ambiente e la salute, ma soprattutto pericolosi per le numerose tipicità ed eccellenze agroalimentari nostrane, imitiate ed invidiate il tutto il mondo, visto che la loro diffusione comporterebbe una omologazione delle nostre produzioni. La campagna a livello locale consiste in una presa d'atto dei cittadini attraverso la firma di una petizione ed il deposito di una mozione di divieto di semina di tutti gli OGM, da parte dei consiglieri 5 stelle.

- Chi e come possono aderire?

Recandosi ad uno dei numerosi banchetti del M5S ed apponendo la propria firma.
Tutte le informazioni sono sul sito: www.italiaogmfree.org

Nessun commento:

Posta un commento