giovedì 29 agosto 2013

Raccolta e riciclo olio vegetale esausto, a che punto siamo?

Vetralla 5 Stelle ha scritto all'Assessore  dell'Ambiente della Provincia di Viterbo Paolo Equitani e all'Assessore dell'Ambiente del Comune di Vetralla Dario Bacocco.

Abbiamo chiesto informazioni in merito alle stazioni di raccolta installate a Marzo del 2013 nel territorio del Comune di Vetralla.
Le lettere sono riportate in calce a questo articolo.

Ma perché è così importante smaltire correttamente l'olio vegetale usato?

In Italia vengono, ogni anno, immessi al consumo (direttamente come olio alimentare o perché presente in altri alimenti) 1.400.000.000 di chili (1.400.000 ton) di olio vegetale per un consumo medio pro capite di circa 25 Kg. annui (fonte Ministero della Sanità). Di questa quantità si stima un residuo non utilizzato pari a circa il 20%. Ci troviamo quindi di fronte ad oltre 280 milioni di chili (280 mila ton.) di olio vegetale usato, circa 5 Kg. a testa, che ogni anno "restituiamo" all'ambiente, in gran parte sotto forma di residuo di fritture e quindi "ricco" di sostanze inquinanti.

Diversi sono i lavori sperimentali di ricercatori italiani e stranieri volti a studiare la dinamica delle reazioni sia termiche che ossidative e la qualità e quantità delle sostanze più o meno tossiche che si producono durante la frittura dei cibi. L'olio vegetale, infatti, portato alle alte temperature necessarie alla frittura modifica la sua struttura. Una complessa serie di reazioni conducono alla formazione di numerosi prodotti di ossidazione e un gran numero di prodotti di decomposizione sia volatili che non volatili.
I prodotti volatili vengono perduti durante la frittura, quelli non volatili si accumulano nell'olio per cui quest'ultimo dopo un certo numero di riscaldamenti, lo si deve considerare deteriorato e in più ha assorbito le sostanze inquinanti derivanti dalla carbonizzazione dei residui alimentari.
Le trasformazioni summenzionate hanno anche effetti percettibili come difetti nell'odore e nel sapore, imbrunimento del colore, aumento della viscosità, abbassamento del punto di fumo, formazione di schiuma, ecc. direttamente in rapporto con lo stato di degradazione dell'olio stesso.
Ne deriva una sostanza che ha in pratica perso tutto dell’originale purezza e genuinità, e che è diventata un grave pericolo se dispersa nell'ambiente.
L'olio che penetra nel sottosuolo si deposita con un film sottilissimo attorno alle particelle di terra e forma così uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l'acqua e le radici capillari delle piante, impedendo l'assunzione delle sostanze nutritive.
Se l'olio raggiunge lo specchio della falda freatica, forma sopra lo stesso uno strato con spessore 3-5 cm. che si sposta con la falda verso valle; in tal modo può raggiungere pozzi di acqua potabile anche molto lontani, rendendoli inutilizzabili; infatti un litro d'olio mescolato a un milione di litri d'acqua basta per alterare il gusto in limiti incompatibili con la potabilità. L'olio che invece raggiunge qualsiasi specchio d'acqua superficiale può andare a formare una sottile pellicola impermeabile che impedisce l'ossigenazione e compromette l'esistenza della flora e della fauna. E' impressionante pensare che un solo chilo di olio usato è sufficiente per coprire con questa pellicola una superficie di 1000 metri quadrati.

Lo smaltimento di questa enorme quantità di residuo oleoso provoca inconvenienti anche laddove esistono impianti fognari adeguati, perché può pregiudicare il corretto funzionamento dei depuratori (influenzano negativamente i trattamenti biologici). Quando viene immesso nella rete fognaria, finisce inevitabilmente in un impianto di depurazione di trattamento delle acque reflue che per depurare un chilogrammo di olio impiega almeno 3 Kw/h di energia. Quando arriva nel depuratore, ne influenza il trattamento biologico costringendo i gestori a installare appositi disoleatori che inducono l'aumento dei costi di smaltimento.

Solo un corretto e controllato smaltimento dell'olio vegetale usato può quindi garantire la tutela dell'ambiente.
Raccogliere anche quest’olio è, però un'impresa difficilissima che diventa impossibile se non si riesce ad attivare la collaborazione di ogni cittadino con l'amministrazione comunale e perché ciò avvenga è fondamentale che ci sia informazione e consapevolezza.

L'olio vegetale esausto è riciclabile e consente la sintesi di un buon combustibile alternativo a quelli tradizionale (biodiesel). Inoltre con una specifica e complessa preparazione può essere raffinato fino a renderlo adatto alla miscelazione con olio minerale lubrificante, bitumi stradali ed emulsionanti, glicerina per saponificazione.

Per questo Vetralla 5 Stelle vede con favore il progettodella Provincia di Viterbo per la raccolta e il riciclo degli oli vegetaliesausti. Nel nostro Comune di Vetralla sono state installate, sei mesi fa, delle "campane" per la raccolta, ma non sono state mai attivate.


Lettera Assessore Ambiente Vetralla
 Spett.le Assessore BACOCCO Dario,
le scriviamo per ricevere informazioni in merito alla raccolta degli oli vegetali domestici esausti.
Siamo consapevoli dell'importanza, dal punto di vista ambientale e non solo, della necessità del recupero e riciclo dei rifiuti, tra cui quello degli oli. In mancanza di un corretto smaltimento l'olio usato viene spesso gettato negli scarichi o nei terreni dai cittadini, creando gravi danni all'ambiente, alle fognature ed ai depuratori.
E' da Marzo che sono presenti nel nostro territorio le colonnine per la raccolta, ma nessuna comunicazione è stata inviata a noi cittadini.
Molti già usano queste colonnine, alcune infatti sono già mezze piene.
Siamo a conoscenza che il progetto è della Provincia di Viterbo, e che ci sono dei problemi nella consegna del software di gestione. Per questo motivo le taniche dotate di chip non sono state ancora consegnate. Sono corrette queste informazioni?
Che tempi si prevedono per l'attivazione? Avete sollecitato la Provincia? Non è il caso, nel frattempo, di svuotare le colonnine, e di dare un minimo di informazione sul loro funzionamento o in alternativa di chiuderle in attesa della loro ufficiale attivazione, onde evitare l'utilizzo errato da parte dei cittadini?
In attesa di un suo riscontro le porgiamo distinti saluti.
Lettera Assessore Ambiente Provincia di Viterbo
Spett.le Vicepresidente ed Assessore EQUITANI Paolo,
le scriviamo per ricevere informazioni in merito alla raccolta degli oli vegetali domestici esausti.
Siamo consapevoli dell'importanza, dal punto di vista ambientale e non solo, della necessità del recupero e riciclo dei rifiuti, tra cui quello degli oli. In mancanza di un corretto smaltimento l'olio usato viene spesso gettato negli scarichi o nei terreni dai cittadini, creando gravi danni all'ambiente, alle fognature ed ai depuratori.
E' da Marzo che sono presenti nel Comune di Vetralla le colonnine per la raccolta, ma nessuna comunicazione è stata inviata a noi cittadini.
Molti già usano queste colonnine, alcune infatti sono già mezze piene.
Siamo a conoscenza che il progetto è vostro, e che ci sono dei problemi nella consegna del software di gestione. Per questo motivo le taniche dotate di chip non sono state ancora consegnate dal Comune. Sono corrette queste informazioni?
Che tempi si prevedono per l'attivazione? Non è il caso, nel frattempo, di svuotare le colonnine, e di dare un minimo di informazione sul loro funzionamento o in alternativa di chiuderle in attesa della loro ufficiale attivazione, onde evitare l'utilizzo errato da parte dei cittadini? Ovviamente il tutto concordato con il Comune di Vetralla. L'olio raccolto verrà riciclato per la produzione di biodiesel, giusto?
In attesa di un suo riscontro che può inviarci le porgiamo distinti saluti.
Appena riceveremo risposta ne daremo conto sul sito www.vetralla5stelle.it

Aggiornamento 03/09/2013 Le nostre domande sono arrivate anche su RL TV


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