martedì 18 giugno 2013

Intervista alla EcoSystems sui dearsenificatori

Vetralla 5 Stelle nel monitorare l'evoluzione dell'emergenza arsenico, ha studiato e seguito i passaggi che hanno portato all'attuale soluzione scelta dei dearsenificatori.
In merito a ciò lo scorso 4 aprile, abbiamo incontrato la Ecosystems s.r.l nella loro sede di Albano Laziale (RM). Insieme alla Sideridraulic Systems s.p.a. e all'ing. Andrea Chiovelli hanno formato un'ATI (associazione temporanea d'impresa) la quale si è aggiudicata l'appalto di € 6.436.964,00 per la realizzazione di 27 impianti in tutta la Tuscia, tra cui i 6 vetrallesi.
Tale appalto purtroppo riguardava solo gli approvvigionamenti di acque con valori di Arsenico superiori ai 20 microgrammi litro, invece per quelli che si trovano tra i 10 microgrammi (limite max di legge) e 20 , si è conclusa la gara di appalto solo il 15 febbraio 2013 e non è ancora stata assegnata (il termine per l'assegnazione era il 25/02/2013).
Nello specifico per Vetralla verranno coperte quasi tutte le fonti di approvvigionamento con questo primo stralcio di lavori, rimane esclusa solamente la sorgente del Grignano, che serve il comprensorio di Mazzocchio, e Vetralla centro storico (approssimativamente), che invece farà parte, se verrà portato avanti, del sopra citato secondo stralcio di lavori ancora da assegnare.
Di seguito è possibile leggere l'intera intervista, oltre venti domande che spaziano da questioni tecniche a quelle burocratiche: quali sono i costi, chi farà manutenzione, come funzionano i filtri, ecc...
Siamo convinti che la conoscenza di queste informazioni siano utili a noi cittadini, tenuti per troppo tempo all'oscuro del problema arsenico.




D: Come mai si è resa necessaria la creazione dell'ATI e che ruolo avete in essa?

R: L’unione in un ATI si è resa necessaria per rispondere ai requisiti della SOA (certificazione per partecipare agli appalti pubblici) e del fatturato richiesto dal bando, nello specifico per la certificazione US22, che riguarda gli impianti tecnologici per il trattamento delle acque, veniva richiesta la 6° classifica che non abbiamo direttamente, così ci siamo associati con la Sideridraulic System s.p.a. con la quale abbiamo già collaborato altre volte, e al progettista l’ing. Andrea Chiovelli, per rispondere ai requisiti richiesti. E' una prassi consolidata e valida per partecipare agli appalti pubblici, con l’ATI, rispetto al più usato avvalimento, si dividono anche gli oneri oltre che gli onori. E’ un metodo migliore anche per affrontare le spese iniziali come reperimento merci ecc.., visto poi che è un'azienda molto solida come la nostra.

Noi come Ecosystems abbiamo gestito la parte progettuale assistiti dall’ ing. Chiovelli, perché lavoriamo sull’arsenico da anni con studi di ricerca, abbiamo collaborato con l’Università la Sapienza . In collaborazione con una società americana abbiamo sviluppato un brevetto per l'arsenico utilizzando un materiale innovativo che permette di avere performance migliori sia come dimensione delle masse filtranti che come costi di gestione e ricambio della parte filtrante, la nostra è stata anche l’offerta economicamente più vantaggiosa nel complesso.

Il ribasso ottenuto, di un buon 10%, ha consentito all’amministrazione regionale di sbloccare le somme avanzate per la realizzazioni di altri impianti inizialmente non previsti.

(Altri 6 impianti tra cui a Vetralla uno in loc. Cinelli).

D: Nel disciplinare di gara si evince l'obbligo di gestione dell'impianto per mesi 6 mesi, le prestazioni di garanzia post vendita e la descrizione di un controllo per 2 anni, in cosa consistono esattamente?

R: Per quanto riguardano le apparecchiature acquistate hanno già garanzia di legge della casa produttrice, come ad esempio le pompe dell’acqua o i serbatoi in vetroresina per il cloro ecc.. , abbiamo utilizzato materiali di prima scelta ed elevato contenuto tecnologico e qualitativo, comunque rispondiamo del funzionamento dell’impianto e per eventuali rotture non vi è un aggravio per l'amministrazione pubblica.

[Nota: oltre la garanzia base prevista dall'appalto e ai sensi dell'art.129 c.2 D.lgs 163/2006 e ss.mm.ii. consistente in polizza decennale indennitaria e per responsabilità civile verso tersi, a copertura rischi di rovina totale o parziale dell'opera.]

La manutenzione programmata invece era un aspetto richiesto nel bando nel quale andavano semplicemente indicati i costi da sostenere per il funzionamento e la manutenzione di tali impianti, per dare l’idea del costo totale nel tempo.

La gestione per 6 mesi, è in pratica una manutenzione ordinaria che effettuiamo noi per le verifiche tecniche e la messa a punto degli impianti anche in base ai valori di ingresso dell’arsenico e di altri ioni presenti nell’acqua, la portata ecc.. serve ad ottimizzare l’impianto ed è compresa nell'importo di gara.

D: Si può quantificare il costo di depurazione al metro cubo?

R: Non proprio, tutto dipende dagli accorgimenti che si terranno nella gestione, ci deve essere un controllo costante dell’impianto. La tecnologia adottata è tale da abbattere il contenuto d’arsenico in toto all'inizio, la massa filtrante poi si satura nel tempo, ma la legge prevede il limite di 10 μg per litro, si può fare in modo che rispetti i limiti facendo uscire un valore a 2, a 3 gestendo la miscelazione delle acque, questi impianti permetto anche la miscelazione, invece che trattarle al 100%, questo permette di contenere i costi depurativi, cambiando la massa filtrante in tempi più lunghi, ogni impianto è diverso per alcune peculiarità anche se poi fanno tutti la stessa funzione di dearsenificazione.

D: Da cosa sono composti i vostri filtri?

R: La miscela precisa costituisce segreto industriale, ma in pratica è una massa filtrante ad assorbimento ( come una calamita attira a se l'arsenico), per questo si saturano, oggi assorbono tutto poi nel tempo la loro capacità diminuisce, in prevalenza sono composti da idrossidi di ferro insieme ad altre resine ad assorbimento, tra cui anche ossido di lantanio, questa miscela permette di lavorare a range di pH più ampio, e ha una resistenza fisica maggiore ai contro lavaggi aumentando l’efficacia e la durata nel tempo, al contrario invece dei soli idrossidi di ferro che dimostrano fragilità e quindi potrebbero rompersi e rilasciare l’arsenico assorbito.

D: Ci spieghi la funzione del contro lavaggio.

R: Il contro lavaggio che effettuano questi filtri serve, non per pulirli, ma per rimescolare il materiale filtrante in modo omogeneo ed eliminare eventuali vie preferenziali, una sorta di canale che l’acqua crea facendosi strada nel materiale granulare di composizione. Questo contro lavaggio è poco dispendioso in termini di risorsa idrica in quanto viene effettuato una volta al mese per circa 10 min ed impiega circa 3/4 metri cubi di acqua, questa esce a norma di legge perché il materiale filtrante non è solubile e non rilascia a contatto con l’acqua le sostanze che ha assorbito. In questi impianti poi quest’acqua non va a finire in fognatura o a terra ma viene accumulata in una vasca e rimessa a monte dell’impianto così da riutilizzarla potabile nella normale uscita.

D: Questi filtri tolgono solamente arsenico o anche altre sostanze benefiche o inquinanti presenti nelle acque?

R: I filtranti sono selettivi in base alla richiesta, e la loro qualità di idrossidi di ferro e la loro miscela di componenti, a differenza dei soli e soliti idrossidi di ferro, subisce meno interferenze da parte di altri ioni presenti nell'acqua, come ad esempio la silice che è presente nelle acque del viterbese anche a valori sopra i 30 μg (rimanendo nei limiti di legge) che può ridurre l’effetto filtrante anche del 50% riducendo la vita del filtro.

D: Ogni quanto va sostituito il letto filtrante?

R: Dipende dalle caratteristiche dell’acqua in ingresso, ogni impianto è previsto un pre-trattamento a base di Co2 (anidride carbonica) che non serve a gasare l’acqua ma a regolare il pH. Questi prodotti filtranti funzionano sempre, ma entro certi valori di pH rendono meglio amplificando l’effetto filtrante durando più a lungo diminuendo la frequenza del cambio dei filtri. L’utilizzo della CO2 è solo un’ottimizzazione tecnica e comunque regola il pH nei limiti di potabilità, quindi mai sotto ai 6.5.

In linea di massima in base anche ai dati di altri impianti simili che abbiamo già installato, con una gestione ottimale durano un paio di anni, potrebbero anche durare di più ma dichiararlo per certo è come vendere fumo. Ovviamente gli impianti sono stati preparati in base alle richieste avanzate dall'amministrazione e per i valori da loro forniti, se in un impianto al quale arrivano più fonti di approvvigionamento come ad esempio una sorgente e 2 pozzi in miscelazione, una pompa si rompesse e non venisse sostituita potrebbe portare ad un valore di immissione di arsenico molto più alto del previsto e di conseguenza ad un esaurimento del filtro in tempi più brevi.

D: Quindi il materiale a più alto consumo è la CO2 (anidride carbonica)?

R: Si, anche se il pH è diverso in ogni posto, il suo valore dipende dalle rocce che attraversa sul suolo, ci sono impianti che sorgono su punti di prelevamento a pH 8,5 (per legge da 6,5 a 9) il che mette più alla prova il sistema filtrante, per questo utilizziamo un po’ più di anidride carbonica per abbassarne il contenuto, in altri posti dove i valori sono più bassi se ne usa meno o niente. Questo non vuol dire che senza CO2 l’impianto non funziona, è un accorgimento in più per ottimizzare la funzione e la durata, conviene comunque cambiare più spesso la CO2 piuttosto che il letto filtrante come rapporto costi benefici.

D: I Fluoruri erano previsti nell'appalto come altro inquinante da abbattere?

R: Si e no, inteso come principale oggetto c’è l’arsenico, ma erano già stati individuati 3 impianti in cui necessitava anche l’abbattimento dei fluoruri fin dall'inizio. Poi siccome anche i fluoruri sono stati oggetto di deroga in scadenza, hanno previsto di implementare dove necessario anche l’abbattimento di questi. Gli impianti comunque sono versatili sotto questo punto di vista.

D: Quando sarà il momento di sostituire i filtri, sarete voi a farlo?

R: Noi non abbiamo nessun discorso futuro, ne previsto dalla gara ne accordato a parte, per noi commercialmente parlando sarebbe più che vantaggioso, è sempre lavoro, penso sia una scelta a carico dei gestori.

D: Quindi potrebbero cambiare anche tipi di filtri cambiando anche i risultati?

È chiaro che se non venissero dimensionati adeguatamente e se un altro prodotto non ha le performance che garantiamo nel nostro potrebbero esserci risultati diversi, allo stesso modo si potrebbero scoprire prodotti filtranti migliori, ad oggi posso dire che il nostro prodotto è il migliore sul mercato per questo tipo di utilizzo.

Da cittadino pretenderei che il gestore facesse controlli periodici sull'efficienza degli impianti rendendo noti i risultati e le spese che sostengo visto che ricadono sulla collettività, sta a loro decidere come affrontare le spese ma è giusto che noi cittadini le conosciamo e valutando i risultati perché eventuali loro errori non debbano ricadere su tutti.

D: Quando i filtri vengono sostituiti costituiscono rifiuto pericoloso?

R: Sono rifiuti che possono essere smaltiti tranquillamente in discarica, in quanto questi prodotti alle prove di dissipazione, prove che controllano il rilascio delle sostanze prima di essere portate in discarica, hanno dato esito negativo e quindi è classificato come un inerte (rifiuto edilizio), questo è un altro vantaggio dei nostri prodotti ed abbassano i costi in quanto conferire un rifiuto speciale pericoloso aumenta gli oneri gestionali.

D: In merito al pH di cui abbiamo parlato sopra, dalle copie delle analisi che ci ha rilasciato la ASL locale ci risulta che a volte i controlli effettuati nel centro storico abbiano dato un valore sotto i limiti di legge, vi risulta?

Ha controllato le analisi svolte dal loro laboratorio di Pomezia sul territorio Vetrallese e non risultano pH anomali, vista la localizzazione al centro storico e controllando la mappa suggeriamo che corrispondano all'approvvigionamento da Grignano fonte che verrà dearsenificata nel secondo stralcio lavori. Hanno già analizzato anche quel sito e quindi ricontrollato proprio l’analisi specifica a cui corrisponde un pH di 6,9 quindi ottimo.

R: Secondo me può essere un risultato dato dall'andamento delle piogge perché in base a come è la falda da cui proviene l’acqua, un dilavamento dato da piogge o una secca dovuta da siccità possono influire sul pH.

D: Avendo già analizzato Grignano immaginiamo che avete partecipato anche alla gara del secondo stralcio lavori che si è chiusa a febbraio?

R: Si, abbiamo partecipato, è stata indetta sempre dal commissario per l’arsenico, ma nonostante la chiusura non è stata ancora assegnata.

D: Quali sistemi vengono impiegati per contrastare la contaminazione batterica?
R: Tutti gli impianti hanno un sistema, a monte dei filtri, di clorazione dosato in base alla portata d’acqua d’ingresso, quindi all'interno dei filtri l’acqua è già clorata, però anche i materiali filtranti stessi sono antibatterici. In base al’impianto se è connesso direttamente in rete o è immesso in un serbatoio di accumulo viene dosato in modo diverso in quanto i serbatoi hanno un sistema di clorazione autonomo. L’ente gestore dovrà controllare che l'impianto non rimanga sfornito di cloro e tarare le dosi in modo che rimangano nei limiti di legge.

D: Non si potevano usare sistemi più sostenibili come i derivati dell’argento?

R: Il cloro attualmente, è il più efficace, soprattutto se esistono serbatoi o rami morti nell'acquedotto dove si possano creare ristagni, l’effetto del cloro poi è perdurante nel tempo senza perdita di efficacia nella distribuzione in rete dove si potrebbero avere contaminazioni.

D: Come è stato deciso il posizionamento degli impianti? Ad esempio a Cura di Vetralla abbiamo l'impianto di Casal Grande al centro dell'abitato.

R: È stato posizionato lì semplicemente perché c’è un pozzo di approvvigionamento. La localizzazione degli impianti sono emersi da una progettazione di massima fatta su base del progetto di gara, ovviamente ogni impianto ha la propria realtà, ci sono alcuni impianti come quello di Noce (al bosco), che presenta una sorgente e 4 pozzi dove 3 sollevamenti acqua vanno direttamente in rete e 2 vanno ad un serbatoio di accumulo che serve un’altra zona abitativa (pian della Botte) ecc... Così si sono rispettati quelli che erano gli usi già esistenti e che ci sono stati comunicati come esigenze dai gestori o comuni.

D: I rapporti col l'ente gestore TALETE s.p.a. come sono?

R: All'inizio un po' di diffidenza c'era, vista poi l’esperienza che hanno avuto sulla città di Nepi dove esiste un impianto già istallato da tempo da altri e non correttamente funzionante, poi quando i primi impianti istallati da noi hanno dato risultati positivi i rapporti si sono consolidati, a volte ci scambiamo informazioni anche al di fuori dello stretto argomento dell’impianto.

A tal proposito si sono svolti nelle nostre sedi corsi di formazione per il personale di Talete o dei vari comuni-gestori, per metterli in grado di essere autonomi allo scadere dei 6 mesi della gestione diretta, vista poi la presenza dei sistemi PLC e telecontrollo.

[Nota: il PLC è il sistema di automazione elettronica remota, attraverso uno schermo l'operatore manutentore potrà regolare le pressioni delle pompe, le valvole ecc..in più il telecontrollo attuato tramite un gsm (come se vi fosse un telefono cellulare) in caso di guasto da lui rilevato manda un sms o un’email di avvertimento a chi di dovere.]

Di conseguenza tutta la manutenzione ordinaria sarà fatta da Talete o altro gestore presente, alcuni corsi sono già stati fatti ma altri ancora si faranno. La Talete ad esempio ha creato una squadra di personale dedicato che si sta formando, comunque noi rimarremo a completa disposizione per eventuali supervisioni e consulenze.

D: Sul quotidiano il Messaggero Viterbo è apparso un articolo nel quale si imputava il ritardo di consegna ai mancati pagamenti in corso d’opera da parte della Regione Lazio, è vero?

R: No, è un’illazione giornalistica, la Regione Lazio, rispetto alla situazione dei giorni d’oggi è tra i migliori pagatori. I tempi da contratto non sono stati rispettati puntualmente ma hanno slittato di poco, forse dovuto anche al cambio di giunta con la caduta della precedente amministrazione.

D: Qual è allora il motivo dei ritardi?

R: Il ritardo dei lavori è dovuto da vari fattori:

sono 27 impianti sparsi in un vasto territorio diversificato, per ogni impianto sono necessarie delle opere civili (scavi) che in caso di pioggia si fermano e una volta che riprendono vanno riassestati, come ad esempio lo svuotamento delle cisterne create.

In alcuni casi sono state necessarie riprogettazioni degli impianti per la mancanza di sottoservizi che non si conoscevano, duranti gli scavi venivano trovate cisterne vecchie che dovevano essere rimosse, ritrovamento di tubature o come a Vetralla per l’impianto di Setano è stata ritrovata traccia di una strada di pietra che inizialmente era ipotizzato fosse parte della via Francigena, la sovraintendenza ha bloccato i lavori e avevamo pensato che forse quell'impianto saltava del tutto, invece poi hanno appurato che non era di valore storico e i lavori sono ripartiti. Tutti gli scavi sono stati effettuati in presenza di un archeologo.

In altri casi sono state necessarie opere aggiunte che abbiamo effettuato a nostre spese e che ci verranno riconosciute ma non si sa quando, abbiamo chiesto all'amministrazione regionale di includerle almeno negli stati d’avanzamento dei lavori: ad esempio scavi aggiuntivi per allacci elettrici, reti di contenimento per pareti instabili che prevedono varianti al progetto, quindi andava chiesta ed aspettata l’autorizzazione, il tutto nonostante i nostri direttori dei lavori si sono spesi molto, ha rallentato la realizzazione.

In più abbiamo contato 50 giorni di stop lavori dovuto a pioggia dall'inizio dell’appalto, circa due mesi persi.

Però il problema maggiore che si replica sul 99% degli impianti, riguarda l’allaccio elettrico: come da progetto il nostro compito finiva con l’allaccio alla colonnina dell’Enel dopo il nostro quadro elettrico, questa doveva stare nel raggio di 20 metri. Al contrario è capitato che la colonnina si trovasse anche a 300 metri, con dei collegamenti non adeguati o senza la necessaria potenza richiesta da contratto.
Abbiamo una decina di impianti che sono completati e non possono partire per queste mancanze di allaccio elettrico, ad esempio Vetralla 02, Ronciglione 01, Nepi 01 ecc…. nonostante abbiamo comunicato le nostre esigenze di potenza già da un anno, appena finita la progettazione finale.

D: Quali opere sono state oggetto di sub appalto?

R: In tutto tra i nostri e i sub appaltatori ci sono circa 60 persone che lavorano nella zona del Viterbese, le opere sub appaltate sono state tutte quelle civili, scavi soprattutto, che noi non effettuiamo e a volte montaggi meccanici (saldature, piping) in quanto le nostre squadre, per seguire tutti i cantieri qui ed anche altri al di fuori di questi, hanno fatto più da supervisori che la manodopera stessa in modo da mandare avanti tutti i lavori.

Per la parte elettrica (costruzione), il PLC, la programmazione ce ne occupiamo noi direttamente, i filtri li potremmo costruire anche qui ma maggiormente il nostro scopo sono gli impianti e non la costruzione dei singoli filtri che avviene in America, per il resto le pompe e le valvole idrauliche ovviamente le abbiamo acquistate dalle migliori case, come la KSB Italia s.p.a

[Nota: cercando su internet delle opinioni sulle varie case e dai pareri chiesti a qualche impiantista, sono tutte marche innovative, utilizzate in tutto il mondo, e tra i top di gamma].

Secondo noi vi stiamo consegnando un gioiellino che ovviamente dovrà essere mantenuto, la nostra azienda investe in ricerca, siamo un team di ingeneri variegato, chimici, biologi, meccanici, proviamo tutto prima in laboratorio. Ci occupiamo anche di impianti di depurazione, osmosi ecc..

D: Avete realizzato già impianti di questo tipo?

R: Si di varie grandezze, sia in zona ma anche in America dove c'è la casa madre di produzione del prodotto filtrante e finora non hanno mai mostrato problemi.

D: Facciamo il punto sull'avanzamento dei nostri impianti, confrontando con i dati che ci ha dato l’amministrazione comunale durante un consiglio comunale :

A) Noce (ai piedi del bosco - Vetralla 03), non si sono avuti problemi di stabilità del terreno come detto al consiglio ma semplicemente serviva un fosso di guardia che semplicemente convoglia le acque superficiali di dilavamento del bosco durante la pioggia che altrimenti portano residui intorno all'impianto, ma non è un grosso lavoro e quindi non è quello che ha portato ad un ritardo; li c’è un problema che riguarda l’allaccio elettrico. Comunque sarà pronto tra un paio di mesi in quanto serve molta potenza a questo impianto, forse il più grosso tra gli altri, la casetta di legno dovrebbe misurare circa 40mt quadri, quasi un’abitazione e ha bisogno di una potenza di quasi 100 KW in picco massimo, non che servano per il normale funzionamento ma si deve prevedere un’eventuale sovrassorbimento d’emergenza, di media gli impianti hanno bisogno di 30/40 KW.

In questo impianto è compreso il serbatoio di Pian della Botte.

Le casette di legno intorno all'impianto erano richieste nell'appalto noi le abbiamo scelte di legno invece che in mattoni od altro,così sono più gradevoli dal punto di vista visivo.

B) Setano (Vetralla 4 - serve l'abitato loc. Selvarella) fine aprile inizio maggio, come detto sopra sono stati fermati i lavori per il sospetto del ritrovamento della via Francigena.

C) Cunicchi ( Tre Croci 1 - Vetralla 02) entro fine aprile, ritarda per il successivo problema dei fluoruri che inizialmente non erano previsti e li hanno chiesti in una successiva modifica e comunque manca ancora la parte elettrica, ma l’impianto è pronto tecnicamente si parla di una settimana di lavoro dall'allaccio elettrico.

D) Capacqua (Tre Croci2 -Vetralla 01) è praticamente finito mancava solo la rete di contenimento per dei massi, è arrivata l’autorizzazione in questi giorni e se non continua a piovere sarà completo anche prima della fine del mese.

E) Cinelli (Vetralla 06) circa 90 giorni perché è uno degli impianti aggiunti dopo grazie all'avanzo delle risorse finanziarie.

F) Casal grande (Cura di Vetralla - Vetralla 05) è già in funzione anche se adesso miscela semplicemente le acque trattate ad altre che non lo sono in attesa del termine degli altri depuratori, lì l’allaccio elettrico è comunque ancora in modalità provvisoria quindi è plausibile che come ci hanno detto la Talete abbia fatto diffidare L’Enel attraverso il prefetto, in quanto poi i rapporti per gli allacci intercorrono tra Talete o il Comune e il gestore elettrico e non compete a loro installatori.

A fine intervista abbiamo visitato lo stabilimento e visto i quadri elettrici, le pompe ecc. pronte, già etichettate con la destinazione sopra, in attesa della collocazione finale, ci hanno mostrato anche parte della miscela filtrante.

Le nostre considerazioni sono positive in quanto innanzi tutto diamo merito ad un'azienda piena di giovani, molti ingegneri di circa 35 anni, che ci ha accolto senza indugi per dare tutte le spiegazione che abbiamo richiesto, e sono rimasti a disposizione per altri quesiti o informazioni da chiedere.

Compito nostro e di tutta la cittadinanza sarà di vigilare e pretendere la trasparenza totale sulla gestione di tali impianti e dei loro risultati e costi, intanto abbiamo consegnato tutte le nostre ricerche hai nostri consiglieri regionali.

Purtroppo ad oggi i tempi sopra citati non sono assolti in pieno, nella foto qui c'è l'impianto di Setano, dove mancano ancora le tubazioni di raccordo e sicuramente l'allaccio elettrico, anche l'arrivo al cantiere non è dei più semplici, da una parte la vegetazione prolifera a dismisura, da l'altra la strada in ciottoli è stata dismessa dalle forti piogge di questa strana primavera.

Noi facciamo appello a tutti i soggetti coinvolti che si adoperino al più presto per sciogliere le problematiche burocratiche e tecniche che incombono ancora sulla costruzioni di questi impianti fin troppo attesi dalla popolazione, per ridare senso al pagamento di un’acqua che sarà finalmente utilizzabile e cessare l’obbligo di utilizzo delle famose casette dell'acqua mal gestite e inaccessibili ai soggetti svantaggiati.


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