domenica 16 gennaio 2011

Deroghe per acqua destinata al consumo umano

Recentemente abbiamo sollevato il problema, e non siamo gli unici, dell'acqua potabile del comune di Vetralla che supera i limiti di alcune sostanze minerali imposti dalla Comunità Europea.

Poche settimane fa la A.T.O. n1 - Lazio Nord - Viterbo a pubblicato un documento (prot. n. 310/2010 del 28/12/2010) reperibile presso l'albo pretorio on line di vari comuni, tra cui quello di Vetralla.

In questo documento viene spiegato che una direttiva europea (CEE 98/83) ha diminuito la concentrazioni massime ammissibili di alcuni parametri di minerali presenti nelle acque potabili tra cui: Arsenico, Fluoruro, Vanadio, Selenio. Le nostre acque a causa delle nostre terre di origine vulcanica spesso superano tali parametri.

Nel 2005 i Sindaci dei comuni della A.T.O. n1 hanno delegato l'Autorità d'Ambito per richiedere una deroga, ammissibile dalla legge europea, per attuare degli studi dettagliati.
Nel 2006 è stata concessa tale deroga e rinnovata nel 2009 fino al 31/12/2010.
La comunità europea ha deciso di non accettare ulteriori deroghe,  l'acqua di Vetralla rimarrà, dal punto di vista legislativo, potabile fino alla pubblicazione del decreto che recepisce tale decisione.

Durante questi anni l'Istituto Superiore di Sanità ha effettuato un campionamento delle acque della Tuscia e chiesto all'Università di Roma La Sapienza una redazione uno studio di fattibilità per le possibili soluzioni.

La Regione Lazio ha destinato 8 milioni di Euro per tale scopo, ed altri 15 potrebbero essere stanziati nei prossimi 3 anni.
I piani d'intervento prevedono la realizzazione di impianti di trattamento.

Nel documento viene anticipato che la popolazione verrà informata sulla situazione e sui rischi possibili, che valgono per chi assume almeno 2 litri d'acqua al giorno, per i bambini sotto i 3 anni di età, le gestanti e per chi allatta al seno.

Pubblicheremo ulteriori informazioni non appena ne verremo a conoscenza.

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