venerdì 17 dicembre 2010

Non siamo soli a preoccuparci dell'acqua di Vetralla

Anche l'associazione Passione Civile si preoccupa della qualità dell'acqua di Vetralla, di cui abbiamo parlato anche noi di Vetralla a 5 Stelle in un precedente articolo (in fondo a questo post trovate la risposta a tale articolo di M. Sensi).
Riportiamo il comunicato ripreso dal gruppo su Facebook di Passione Civile:


Passione Civile si affianca alla preoccupazione per la questione dell'arsenico presente in misura importante nelle acque destinate al consumo umano nel Comune di Vetralla. Sembra infatti da dati che sono stati diffusi in più incontri sia in Regione che presso la Provincia che alcuni pozzi del comune di Vetralla hanno valori molto vicini a 50 microgrammi/litro e l’acqua distribuita, ad esempio nella fontanella di Cura, così come rilevato dalla ASL sia di 35. Ricordiamo che dal 2001 la direttiva acque della Comunità Europea aveva fissato in 10 il valore limite dell’arsenico e dal allora per ben due volte il valore era stato derogato a 50 in attesa di interventi sulle fonti di approvvigionamento.

Riteniamo che in questi anni ci sia stata una irresponsabile sottovalutazione del problema da parte di varie istituzioni, ed in particolare delle Amministrazioni Comunali. Non è possibile che pur sapendo la scadenza a breve della deroga non sia fatto nessun programma di investimento o di intervento per garantire la salute della popolazione.
Per dare una misura del rischio si fa presente che già dal 30 novembre è stato pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità un documento  (vedi tabella allegata) in cui si manifesta l’opportunità di non utilizzare acqua per la cottura di alimenti e la preparazione di alimenti se il valore supera i 20 microgrammi/litro.

Non si vogliono certo creare inutili allarmismi, ma preso atto delle indicazioni, delle categorie a rischio in particolare i bambini sotto i tre anni, riteniamo che la popolazione di Vetralla debba conoscere gli effettivi valori dell’arsenico nelle varie zone di distribuzione.

Invitiamo quindi il Commissario a provvedere ad una adeguata informazione alla popolazione dei dati e dei rischi relativi con le raccomandazioni e le limitazioni d’uso che si rendono necessarie all’acqua distribuita nel comune di Vetralla, e soprattutto a farsi parte attiva presso la Regione Lazio e l’ATO Provinciale per le iniziative immediate. In particolare la possibilità di realizzare più impianti di distribuzione per permettere a tutta la popolazione di approvvigionarsi di acqua con valori di arsenico coerenti con quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità.



Tabella
Parametro Concentrazione
1 = Utilizzi

2 = Limitazioni d’uso




Arsenico > 10 < 20 g/L

1) Tutti gli utilizzi per consumo umano, inclusi utilizzi potabili, impieghi domestici ed uso
     alimentare.
2) Reidratazione e ricostituzione alimenti e consumo da parte di bambini (inferiori a 3 anni di
     età).
     Imprese alimentari.

Arsenico > 20 ≤50 g/L

1) Tutte le operazioni di igiene personale (incluso lavaggio denti).
    Tutte le operazioni di igiene domestica.
    Preparazione di alimenti in cui l’acqua:
        - non sia ingrediente significativo
        - sia a contatto con l’alimento per tempi ridotti e venga per la gran parte rimossa dalla

               superficie degli alimenti (es. lavaggio e asciugatura frutta e verdura, etc).
    Uso potabile.
2) Cottura e ricostituzione di alimenti.
    Preparazione di alimenti in cui l’acqua:
       - sia ingrediente significativo;

       - sia a contatto con l’alimento per tempi prolungati (es. reidratazione, salamoie, etc.)
    Imprese alimentari.
Sul gruppo di Vetralla a 5 Stelle su Facebook l'ex assessore Maurizio Sensi risponde così al nostro articolo:
L'arsenico è presente nell'acqua da qualche centinaio di migliaia di anni o forse più. Purtroppo!!!! Come il Radon (molto più cancerogeno) e sempre per lo stesso motivo: la zona vulcanica.
Per ogni fonte, pozzo ci vogliono filtri specifici che costano 750.000 € (cad) Vetralla se non sbaglio ha 8 pozzi. Poi la l.36/94 rimanda le competenze agli ATO Ambiti Territoriali Ottimali che dovrebbero essere soppressi a breve ma fino a quel momento la competenza rimane. E volendo i comuni NON possono fare programmazione e spese. Questo è stato l'impedimento degli ultimi quindici anni, nella politica dei comuni.

2 commenti:

  1. e quindi visto che i filtri sono troppo costosi, l'amministrazione provinciale viterbese deve continuare a minimizzare il problema? A volte naturale equivale a tossico, in più non è che perchè un problema è millenario smette di essere tale. A Velletri, Cori e altri comuni i sindaci l'hanno dichiarata la pericolosità dell'acqua e, fatto ciò, danno rifornimenti di acqua sicura. Qui invece continuano con un colpevole silenzio a prendere tempo, intanto io che ho sempre combattuto l'acquisto di acqua in bottiglia, devo rottamare la mia stupida caraffa con filtro ai carboni attivi, e comprare e buttare casse di acqua e plastica per bere, cucinare, fare il caffè (in teoria mi ci dovrei anche fare la doccia).
    Giulia
    romana
    emigrata a Grotte Santo Stefano

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  2. Giusto. Il fatto che è sempre stato così non riduce il problema. Il fatto che i filtri siano costosi non è di per se sufficiente (basta ridurre tanti sprechi e favori).
    La mancanza di informazione è un problema enorme tanto quanto l'immobilismo.

    Correggo solo una cosa: l'acqua in bottiglia non è detto che contenga meno arsenico. L'acqua in bottiglia non è acqua potabile ma "terapeutica" e come tale può contenere per legge più arsenico rispetto a quella potabile ed, in più, non è riportato in etichetta. Posso ipotizzare che l'acqua di alta montagna ne contenga meno rispetto a quella delle nostre parti (non faccio nomi ma puoi immaginare di chi parlo) visto che il problema sono le rocce vulcaniche.

    Quindi l'acqua minerale non è la soluzione. L'UNICA soluzione è obbligare i nostri governanti a darci acqua "semplicemente" potabile.

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