martedì 13 aprile 2010

Gaia: l'isola ecologica che non c'è

Partiamo da un presupposto: per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata è necessario rendere la vita facile ai cittadini, per esempio con la raccolta domiciliare, detta anche porta a porta. E' anche funzionale premiare i virtuosi, facendo pagare meno tasse a chi produce pochi rifiuti e li differenzia.
Ovviamente non basta raccogliere, è necessario applicare politiche di diminuzione alla fonte e di corretta ed efficiente gestione. In una parola: sostenibilità.

Veniamo al nostro comune. Attualmente il cittadino che vuole differenziare i propri rifiuti ha a disposizione i classici bidoni colorati sparsi per la città. Da poco più di un paio d'anni abbiamo visto spuntare dei strani congegni nei luoghi di raccolta. Si tratta di Gaia, un sistema computerizzato con cassonetti interrati, molto sofisticato, forse anche troppo.
Come funziona brevemente: il cittadino si reca davanti al bidone, passa la propria carta magnetica per farsi riconoscere, preme il pulsante a seconda del tipo di rifiuto di cui vuole disfarsi e lo introduce nell'apposito (piccolo) sportello.
Il rifiuto finisce nel cassonetto sotterrato e viene compattato. Quando il cassonetto è pieno lancia un messaggio all'azienda che si occuperà dello svuotamento. Al cittadino viene riconosciuta una tariffa a seconda del peso dei rifiuti depositati.

E' da tempo che il sistema è apparentemente pronto nel comune di Vetralla, i bidoni per esempio sono accesi, ma le carte magnetiche e le istruzioni non sono state ancora distribuite.

Il bello però deve ancora arrivare. Il sistema Gaia è commercializzato dalla Imanpack azienda Vicentina specializzata nel confezionamento. Il progetto nasce dalle ceneri di Kanguro della fallita Tecno-CAD.
Per capire di cosa parlo guardatevi questo filmato proveniente da Bari:

lo è che il titolare di queste imprese, un certo Antonio Bonotto è, guarda caso, un dirigente di Forza Italia che ha anche partecipato alle ultime elezioni del comune di Schio (perdendole).
Per questo progetto sono stati spesi soldi nostri e della comunità europea (sempre nostre tasse). Saranno stati spesi bene? Per rispondere a questa domanda sarà necessario approfondire la questione.

Ecco in teoria come doveva funzionare il progetto:


1 commento:

  1. serebbe interessante farle ripartire dopo tanto inutilizzo. il progetto è interessante

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